Ci sono emergenze economiche e finanziarie che, di tanto in tanto, occupano le prime pagine dei giornali. E poi ci sono emergenze delle quali si preferisce tacere. Che ci sono. Ma di cui si parla poco. Che non sono neppure definite tali. La povertà fa parte di quest’ultima. Eppure i danni più gravi provocati dalla pandemia, dopo il numero di morti, si riferiscono sicuramente anche all’aumento dei poveri. Un milione di più, in Italia, rispetto a prima. Uomini e donne che non possono permettersi le spese minime, per condurre una vita decente. I poveri sono gli immigrati. Gli operai. Le famiglie in cui le donne, sono espulse dal mondo del lavoro. I giovani senza occupazione. E chi ha bassi livelli di istruzione.
I poveri
I poveri sono i disoccupati, gli occupati precari e irregolari. La manodopera senza garanzie e assistenza. Persone che vivono soprattutto al Sud del Paese. E sono un milione in più rispetto a quelli che già c’erano. I dati parlano chiaro. La povertà è una tendenza ormai strutturale. Sarebbe ora di dichiarare lo stato di emergenza. Ce ne sono tutti i motivi. Quella alla quale stiamo assistendo è, ancora una volta, una crescita escludente. Che aumenta la povertà. La povertà Italiana è endemica. Strutturale. Da anni non si riduce. Anzi, aumenta. Mette radici profonde. Colpisce strati sempre più larghi di popolazione. E divide il Paese.
A cura di Francesco Baldi
