Festa dei lavoratori, all’Inail la cerimonia in memoria delle vittime del lavoro
La Festa dei lavoratori si apre quest’anno con un gesto di silenzio e responsabilità civile. Nel piazzale della Direzione generale dell’Inail, a Roma, si è svolta la cerimonia che ogni primo maggio rinnova la memoria delle vittime del lavoro, trasformando un luogo istituzionale in uno spazio di raccoglimento collettivo. Due corazzieri in alta uniforme hanno deposto la corona di fiori inviata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, davanti al monumento di Vincenzo Vela dedicato ai minatori del San Gottardo: un altorilievo che, dopo il recente restauro, torna a mostrarsi nella sua forza originaria, come se il bronzo respirasse di nuovo la storia che custodisce.
Il valore della memoria nella Festa dei lavoratori
Il primo maggio, ricordano il presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo e il direttore generale Marcello Fiori, non è soltanto una ricorrenza simbolica. È il giorno in cui il Paese si ferma per riconoscere che dietro ogni infortunio mortale c’è una vita interrotta, una famiglia che cambia per sempre, una comunità che perde un pezzo di sé. La Festa dei lavoratori diventa così un tempo di riflessione condivisa, un invito a guardare oltre la retorica per misurare la distanza che ancora separa il diritto al lavoro dalla piena tutela della persona.
Le parole del presidente Mattarella – “ogni morte sul lavoro è una sconfitta per l’intera società” – risuonano come un principio etico che orienta l’azione dell’Istituto. Non un richiamo formale, ma la consapevolezza che la prevenzione non è un atto tecnico: è un patto sociale che coinvolge istituzioni, imprese, lavoratori, sindacati, associazioni di categoria.
Il monumento restaurato come monito civile
Il restauro dell’opera di Vela, realizzato dagli allievi dell’Istituto Restauro Roma, restituisce al Paese un simbolo che parla al presente. I minatori del San Gottardo, raffigurati nel momento della fatica estrema, ricordano che il progresso non può essere costruito sacrificando vite umane. La loro memoria diventa un monito permanente, un invito a non considerare mai la sicurezza come un costo, ma come la condizione stessa della dignità del lavoro.
L’impegno dell’Inail per un modello di sviluppo fondato sulla prevenzione
D’Ascenzo e Fiori sottolineano come l’azione dell’Inail si muova lungo un asse che unisce tutela assicurativa, investimenti nella prevenzione, formazione, ricerca, assistenza ai lavoratori infortunati e percorsi di reinserimento. È un impegno quotidiano che si radica nella convinzione che la Festa dei lavoratori non celebri solo il lavoro in sé, ma il lavoro sicuro, giusto, rispettoso dei diritti.
La memoria delle vittime, affermano, non è un esercizio rituale: è un’esortazione a rafforzare la cultura della prevenzione come valore fondante del modello di sviluppo del Paese. Un modello che non può prescindere dalla centralità della persona, dalla tutela della vita, dalla responsabilità condivisa.
Un primo maggio che guarda avanti
La cerimonia all’Inail restituisce al primo maggio il suo significato più profondo: non solo festa, ma impegno. Non solo celebrazione, ma promessa. La Festa dei lavoratori diventa così un ponte tra memoria e futuro, tra ciò che il Paese ha costruito e ciò che deve ancora realizzare per garantire che nessuno perda la vita mentre lavora.

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