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Francesco Montanino ha fatto un ampio e dettagliato punto della situazione sul calcio in Italia. Lo ha messo a confronto con altri sport che stanno, e con merito, emergendo e attirando l’attenzione di un pubblico sempre più vasto. Di seguito la sua analisi.
Francesco Montanino sulla Nazionale italiana
“La Bosnia ha appena eliminato l’Italia ai calci di rigore. Per la terza volta consecutiva gli azzurri hanno fallito l’appuntamento con la qualificazione ai mondiali. Dopo Svezia e Macedonia del Nord, un’altra nazionale dal rating inferiore infligge l’ennesima umiliazione alla squadra degli italiani. Nel concitato dopo-partita, fra le dichiarazioni di circostanza del presidente della FIGC (poi dimessosi) Gravina, ce n’è una che desta particolarmente scalpore. E fa anche sorridere o infuriare, a seconda dei punti di vista.
Il presidente della Federazione si lascia infatti scappare un “il calcio è uno sport professionistico, gli altri sport sono dilettantistici” che scatena un’ondata di indignazione via social da parte di atleti praticanti sport che – sin da tempi non sospetti – sono stati sempre ritenuti minori.
Una dichiarazione a dir poco fuori luogo. Soprattutto se si pensa che, in questo particolare momento storico, ci sono discipline come in particolare il volley e il tennis che stanno mietendo successi su successi. O altre come il padel e la Formula 1, particolarmente attenzionate vuoi per la ribalta mediatica ottenuta in questi ultimi anni, vuoi per le imprese di Kimi Antonelli.”
Il Tennis
“Partendo dal tennis, appare persino esercizio stucchevole ricordare i successi di Sinner, e anche della nazionale azzurra in grado di conquistare le ultime due edizioni della Coppa Davis. Di cui l’ultima anche senza poter contare sul fuoriclasse altoatesino. Su Sinner ormai si sprecano aggettivi ed elogi. Un campione che ha fatto della costanza, dell’umiltà, della professionalità e anche della voglia di trarre utile insegnamento dalle sconfitte, i suoi punti di forza. Quando c’è lui in campo, gli appassionati e gli sportivi non si perdono una sua partita. Basta semplicemente dare uno sguardo ai dati dell’Auditel per rendersene conto. Sinner calamita sempre milioni e milioni di telespettatori. I dati dello share parlano da soli.
Quando è in campo, Jannik arriva anche a un 30-35% mai visto per il tennis, che è sempre stato considerato uno sport di nicchia. E che adesso, conta un seguito mai visto. Nemmeno ai tempi della conquista della prima Coppa Davis in Cile nel 1976, quando c’erano Zugarelli, Panatta, Barazzutti e Bertolucci, il tennis era stato un fenomeno mediatico come lo è oggi. Oggi gli Slam sono un evento imperdibile per tanti. La presenza, oltre a Sinner, di campioni come Alcaraz e Djokovic nell’ambito maschile, ma anche di Jasmine Paolini, Sabalenka e tante altre, in quello femminile, rappresentano attrattive indiscusse perché garantiscono spettacolo.”
Il volley
“Il volley, invece, sopratutto quello femminile, sta vivendo un’incredibile quanto straordinaria età dell’oro. I trionfi ottenuti da Julio Velasco con la formidabile selezione azzurra stanno regalando una visibilità e un prestigio mai avuti prima d’ora all’intero movimento. Lo stesso “santone” argentino dopo la conquista degli Europei nel 1989, (cui seguirono altri trionfi) grazie alla leggendaria “Generazione dei Fenomeni” composta fra gli altri da Tofoli, Giani, Cantagalli, Zorzi, Lucchetta e Bernardi, che aveva fatto conoscere questa bellissima disciplina a tutti, si è ripetuto con le ragazze.
Il dominio della selezione femminile, da alcuni anni a questa parte, è incontrastato e indiscusso: dal 2021 a oggi, l’Italvolley donne sta facendo letteralmente incetta di trofei. La medaglia d’oro ottenuta a Parigi quasi due anni fa, il picco di un ciclo destinato a durare chissà per quanto tempo ancora. Anche qui, c’è un personaggio che spicca così come Sinner nel tennis. Risponde al nome di Paola Egonu che, attualmente, è la giocatrice più forte esistente in circolazione. E che, da sola, attrae l’attenzione di appassionati a qualsiasi latitudine.”
Il fenomeno Kimi Antonelli
“Terminiamo questa veloce carrellata con la Formula 1 e con Kimi Antonelli. La Mercedes ha deciso di puntare su di lui per il dopo Hamilton, e il suo inizio di stagione è stato semplicemente strepitoso. Leader del mondiale, al momento, con 100 punti, si sta candidando a recitare un ruolo da protagonista assoluto insediando la leadership di piloti affermati e navigati come Verstappen, Norris, Piastri, Leclerc e addirittura lo stesso Hamilton. Per ritrovare un italiano che, alla sua età, si ritrovò al primo posto nel Circus, bisogna addirittura scomodare gli annali e nientemeno che il mito di Alberto Ascari! Questo dato, da solo, basterebbe e avanzerebbe per definire e descrivere la portata delle entusiasmanti prestazioni ed emozioni che sta regalando Antonelli agli appassionati e agli sportivi, in generale. I Gran Premi di F1 stanno improvvisamente tornando ad avvincere, dopo i prolungati domini firmati da Hamilton e Verstappen, grazie al pilota bolognese.”
Possiamo ancora parlare di sport minori?
“Parlare oggi di “sport minori e dilettantistici” appare dunque abbastanza anacronistico. Soprattutto se si paragonano i risultati ottenuti dagli atleti italiani in queste discipline appena citate, con quanto invece sta offrendo il calcio che resta ancora il più seguito di tutti. Ma che vede seriamente minacciata la propria leadership in termini di interesse, dagli exploit dei Sinner, delle Egonu o degli Antonelli di turno. Non solo per gli scadenti risultati ottenuti negli ultimi anni da una nazionale incapace di qualificarsi alle ultime tre edizioni dei mondiali e che, se si eccettua la parentesi agli europei del 2021, sta collezionando figure barbine ovunque e contro chiunque. Ma anche perché delle tanto ventilate e decantate riforme di cui si parla ormai da quasi 15 anni, non ce n’è assolutamente traccia.
Sino a quando in Federazione continueranno a essere sostenuti nomi come quelli di Abete, Gravina, Malagò o giù di lì, non si andrà mai da nessuna parte. Non gioverà di certo il continuare a ritenersi presuntuosamente superiori, quando i risultati del campo parlano di tutt’altro. E stendiamo pure un velo pietoso sulle continue polemiche, sugli scandali e sulle contraddizioni che da anni minano la credibilità del sistema calcio.”
A cura di Francesco Montanino

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