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La nuova stagione calcistica è ormai alle porte, ma il nome del nuovo commissario tecnico della Nazionale non è stato ancora ufficializzato. È il segnale di un clima di incertezza che continua ad avvolgere la FIGC e, più in generale, un movimento calcistico che da anni fatica a ritrovare identità e risultati.
Toto-ct Nazionale
In questi caldi giorni di fine luglio continua così a tenere banco il tradizionale “toto-ct”. Dopo le dimissioni di Gattuso e la parentesi ad interim di Silvio Baldini, la Federazione non ha ancora sciolto le riserve sul tecnico che dovrà sedersi sulla panchina più prestigiosa e discussa del Paese. Un Paese popolato da milioni di commissari tecnici, ma che ancora attende di conoscere il nome di chi sarà chiamato a guidare gli azzurri verso gli Europei del 2028 e, successivamente, verso il Mondiale del Centenario del 2030. Al momento, infatti, la panchina resta vacante.
Guardiola
Dopo il “gran rifiuto” di Guardiola, che avrebbe chiesto un ingaggio di 20 milioni di euro a stagione, l’attenzione si è spostata su Andrea Pirlo. L’ex centrocampista di Milan e Juventus sarebbe stato sponsorizzato da Paolo Maldini e Leonardo, ma la sua candidatura è stata contestata anche sul piano politico per una passata collaborazione promozionale con un’agenzia di scommesse russa.
Pirlo
Una polemica che appare discutibile. Se mai, Pirlo avrebbe dovuto essere valutato per il suo percorso da allenatore, finora non particolarmente ricco di successi, e non per le sue convinzioni personali o per vicende estranee al campo. Nel calcio, alla fine, sono i risultati, le idee tattiche e la capacità di creare un gruppo unito a fare la differenza.
Sistema
L’impressione, invece, è quella di un sistema che continua a smarrire punti di riferimento. L’Italia non rappresenta più l’approdo privilegiato dei grandi campioni come accadeva venti o trent’anni fa. Se a questo si aggiunge la difficoltà dei vertici del calcio italiano nel rinnovarsi e nell’avviare un vero processo di cambiamento, diventa facile comprendere perché il timore di assistere a un quarto Mondiale consecutivo dal divano non possa essere liquidato come una semplice esagerazione.
Mondiale 2030
È vero che prende sempre più corpo l’ipotesi di un Mondiale 2030 allargato a 64 nazionali, ma è altrettanto vero che il format delle qualificazioni potrebbe rivelarsi particolarmente insidioso. Inoltre, gli ultimi risultati ottenuti dagli azzurri rischiano di incidere negativamente anche sul posizionamento nei sorteggi.
Nations
Tra meno di un mese ricomincerà il campionato e il tempo a disposizione del futuro commissario tecnico sarà già limitato. Gli impegni di Nations League, con un girone che comprende Francia, Belgio e Turchia, rappresenteranno subito un banco di prova significativo. Già a settembre il nuovo ct sarà chiamato a costruire un gruppo competitivo e a restituire entusiasmo a una Nazionale che, negli ultimi anni, ha collezionato delusioni non soltanto sul terreno di gioco, ma anche fuori dal campo.
A Cura di Francesco Montanino
