Juve, il “caso” Modesto: una meteora che lascia il nulla
Nel pianeta Juventus, dove ogni scelta tecnica viene pesata, analizzata e molto spesso criticata, l’esperienza di Francois Modesto in veste di direttore tecnico sarà un capitolo da dimenticare in fretta. Arrivato con l’obiettivo di dare un nuovo volto alla struttura sportiva bianconera, il dirigente si è rivelato poco più che una pietanza insipida, una figura invisibile e, secondo molti, totalmente inutile.
Un innesto che non ha lasciato traccia
C’è chi si chiede quale sia stato il reale ruolo e valore aggiunto portato da Modesto in questi mesi. In una piazza esigente come Torino, dove il blasone impone risultati e una visione chiara del futuro, la figura di Modesto è apparsa priva di quella incisività necessaria per navigare nelle acque complesse del pianeta Juventus con nessuna decisione o incisivtà nel calciomercato della scorsa stagione. Non ha impresso una svolta, non ha firmato colpi che ne giustificassero l’ingaggio e, soprattutto, non è stato mai di aiuto nello spogliatoio, con Tudor prima e Spalletti dopo, quest’ultimo relegandolo ad una figura inutile. Forse con qualche zizzania di troppo.
L’indignazione del popolo bianconero
Sui social e in generale sui vari mezzi di comunicazione, il giudizio dei tifosi è impietoso e non lascia spazio a interpretazioni: si parla apertamente di “indecenza”. La sensazione diffusa è che la Juventus potesse, e dovesse, risparmiarsi una figura di questo tipo. In un momento in cui il club ha bisogno di certezze, di leader capaci di muoversi con competenza e rapidità tra le pieghe del bilancio e le trattative di campo, la figura di Modesto è stata percepita come un orpello, un nome aggiunto per riempire una casella dell’organigramma senza alcuna sostanza.
La gestione tecnica sotto accusa
Il problema non è solo l’assenza di risultati tangibili, ma l’impalpabilità della sua gestione. In un calcio che corre veloce, dove il tempo è il bene più prezioso, la Juventus non può permettersi “esperimenti” che si rivelano fallimentari. L’inutilità del suo ruolo, agli occhi di chi vive quotidianamente il mondo bianconero, grida vendetta. Se l’obiettivo della vecchia dirigenza quella guidata da Damien Comolli, era quello di dare stabilità, la parabola di Modesto dimostra che non sempre il cambiamento è sinonimo di miglioramento.
I tifosi si sentono delusi da un’operazione che non ha mai avuto il sapore della lungimiranza. Ora, con il mercato che chiama e le strategie da definire, resta un interrogativo di fondo: quanto tempo dovrà passare prima che la Juventus faccia chiarezza su posizioni che, nel tempo, si sono dimostrate più dannose che utili? Per ora, Modesto resta una meteora nel cielo bianconero: passata inosservata, lasciando dietro di sé solo una scia di dubbi e un malumore difficile da placare, ritenendolo insieme all’ex Amministratore delegato colpevole del fallimento dell’intera stagione e in particolare della mancata qualificazione in Champions League.
Ora chiedo a te caro lettore quanto incide una figura simile in una società come la Juventus? Sono utili o senza alcun bisogno? Fammi sapere nei commenti.
