© Anastasia Marrapodi
Attivato al Tribunale di Cosenza un nuovo sportello dedicato ai percorsi di giustizia riparativa grazie a un protocollo tra Procura, avvocati e associazioni.
Il 15 gennaio, presso la Procura di Cosenza e il Circondario del Tribunale, è stato siglato un importante Protocollo d’Intesa per l’attuazione della normativa sulla giustizia riparativa, prevista dalla legge 134/2021 e dal decreto legislativo 150/2022 e successive modifiche. Un passo significativo che consolida l’impegno delle istituzioni nel promuovere percorsi alternativi al modello esclusivamente punitivo.
Il Protocollo è stato sottoscritto dal Procuratore Capo dott. Vincenzo Capomolla, dal Procuratore Aggiunto dott. Antonio D’Alessio, dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza avv. Claudio De Luca, dalla Presidente di A.I.Me.Pe dott.ssa Mariacristina Ciambrone e dalla Consigliera delegata alla Giustizia Riparativa avv. Rosa Ippolito.
Una disciplina che ricompone il trauma individuale e sociale
Il decreto legislativo 150/2022 ha introdotto una disciplina organica della giustizia riparativa, riconoscendola come uno strumento capace di favorire la ricomposizione del trauma generato dal reato, non solo per la vittima ma anche per l’intera comunità. In particolare, la norma valorizza percorsi che puntano al dialogo e alla responsabilizzazione. Per questo motivo, la ratio è chiara: offrire un modello complementare alla giustizia tradizionale, capace inoltre di accompagnare le parti nell’affrontare il conflitto in modo consapevole e volontario.
La ratio è chiara: offrire un percorso complementare alla giustizia tradizionale, fondato sul dialogo, sulla responsabilizzazione e sulla possibilità di affrontare il conflitto in modo consapevole e volontario.
Lo sportello informativo e la gestione operativa
Il nuovo sportello informativo, attivo presso il Tribunale di Cosenza, sarà gestito dalla dott.ssa Mariacristina Ciambrone. È mediatrice penale esperta in programmi di giustizia riparativa e iscritta agli elenchi del Ministero. La parte pratica dei percorsi si terrà in una sede dedicata. Questo garantirà un ambiente adeguato e protetto per gli incontri tra vittime e autori di reato. L’apertura dello sportello rappresenta un passo avanti per il territorio e per l’intera comunità, che potrà contare su un presidio stabile di ascolto, mediazione e accompagnamento. Un segnale di crescita istituzionale e sociale, che guarda alla giustizia non solo come risposta al reato, ma come occasione di ricostruzione e riparazione.
