Sono giorni molto infuocati, quelli che si stanno vivendo in casa Napoli. Al di là del mero aspetto climatico, tiene banco fra i tifosi azzurri il dibattito sul chi sarà il nuovo allenatore degli azzurri nella prossima stagione con gli inevitabili riflessi sulle scelte di calcio mercato. E anche le voci insistenti di un fondo americano che avrebbe presentato un’offerta da 2,2 miliardi di euro per rilevare le quote di maggioranza da Aurelio De Laurentiis. Ma andiamo con ordine.
PANCHINA AZZURRA: ITALIANO, ALLEGRI O…..UN TERZO INCOMODO?
Archiviata l’esperienza con Antonio Conte, i papabili sulla panchina azzurra si sono ristretti a due nomi. Quelli di Vincenzo Italiano e di Massimiliano Allegri. Entrambi graditi da De Laurentiis, rappresentano due modi completamente agli antipodi di intendere il calcio. Il primo, attualmente legato da un altro anno di contratto con il Bologna, è reduce da una stagione vissuta fra alti e bassi. Gioco propositivo e difesa altissima, i suoi marchi di fabbrica. Qualcosa di simile a quanto fatto vedere, non troppo tempo fa, tanto da Sarri quanto da Spalletti. E non è un caso che sia entrato nella lista delle preferenze azzurre già tre anni fa, proprio quando fu il fresco scudettato Spalletti a lasciare la panchina vacante. Nel suo palmares, la coppa Italia conquistata lo scorso anno con i felsinei e due finali di Conference League perse con la Fiorentina. Il suo arrivo porterebbe a un sicuro cambio di modulo, con il ritorno a un 4-3-3 puro in cui gli esterni d’attacco possono esaltarsi. Alcuni giocatori, che sono stati fuori dall’orbita delle scelte di Conte nel corso dell’ultima stagione, potrebbero trarne giovamento. E questo permetterebbe a giocatori come Lang, Lucca e Marianucci di potersi giocare le proprie carte e magari dimostrare il proprio valore. Sono stati fatti anche i nomi di Freuler (arriverebbe a parametro zero) e di Orsolini, che lo stesso Italiano si porterebbe dal capoluogo emiliano.
Diametralmente diverso, invece, il discorso per Massimiliano Allegri. Il curriculum del tecnico livornese parla da solo, con i trofei conquistati con la Juventus. Le recenti esperienze sia con la stessa Juve che con il Milan, sono però state deludenti. A conferma, che non sempre un calcio speculativo è per forza sinonimo di successo. Etichettato quale “risultatista”, predilige un 3-5-2 con blocco basso, pronto a ripartire con veloci contropiedi. Un tipo di calcio pragmatico, che però non è visto particolarmente di buon occhio da gran parte della tifoseria e dagli addetti ai lavori. Nella stagione appena conclusa, ha letteralmente buttato alle ortiche l’obiettivo minimo stagionale del piazzamento in Champions League, nella sponda rossonera dei Navigli. Cosa che gli è costata l’esonero, ben due anni prima della scadenza naturale del contratto. Una macchia non di poco conto nel pedigree, di un allenatore che appare in evidente fase calante. All’ombra del Vesuvio potrebbe portarsi con sé, il centrocampista Adrien Rabiot. Nazionale francese, è uno degli uomini sui quali “acciughina” maggiormente confida.
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUI RINNOVI
Stando ai rumors che stanno circolando con insistenza, i nomi si sono ristretti a questi due. Anche se, conoscendo la personalità istrionica di De Laurentiis colpi di scena in puro stile “cinematografico” non sono affatto da escludere. Il Centenario del Napoli, infatti, potrebbe essere festeggiato con un nome ad effetto, tenuto rigorosamente nascosto per non rovinare l’effetto sorpresa. I tifosi sognano i nomi di Guardiola e Klopp, su tutti. Ma anche quelli di Emery e Iraola, stuzzicano e non poco la fantasia dei supporters azzurri. Nei prossimi giorni, ne sapremo sicuramente di più. Anche perché la stagione 2026-2027 è già iniziata, con l’elaborazione del tabellone di Coppa Italia, che vedrà il Napoli impegnato nella parte bassa. E dunque, non c’è tempo da perdere. Sia per scegliere chi sarà il nuovo nocchiero che guiderà la nave azzurra, sia per capire su quali uomini potrà contare. Dopo Hojlund, un altro giocatore da cui si ripartirà sarà Leonardo Spinazzola, che ha appena rinnovato il proprio contratto. Così come sarebbero pronti a seguire il terzino umbro, anche Stanislav Lobotka e Scott Mc Tominay.
L’OFFERTA DEL FONDO AMERICANO E LA SUGGESTIONE DELLA POLISPORTIVA
L’altro argomento di discussione, anche se resta molto nello sfondo, è quello riguardante l’interesse di un fondo americano a voler rilevare il Napoli. De Laurentiis, in passato, ha dichiarato di aver rinunciato a un’offerta da 900 milioni che non ha manco voluto prendere seriamente in considerazione. L’offerta fatta al patron azzurro sarebbe, stando a quanto riferiscono i bene informati, sui 2,2 miliardi di euro. Una cordata di imprenditori statunitensi si sono affidati all’intermediazione di Matt Rizzetta, fondatore della Underdog Global Partners nonché presidente del Campobasso Calcio e del Napoli Basket, per far conoscere le proprie intenzioni a De Laurentiis. Il progetto però non sarebbe limitato al calcio, ma sarebbe più ad ampio respiro.
L’ambizione è la creazione di una polisportiva sul modello del Real Madrid e del Bayern Monaco. Una questione che si andrebbe a riflettere anche nella questione impianti sportivi. Che a Napoli, assume una rilevanza che coinvolge inevitabilmente anche la politica. La querelle sullo stadio “San Paolo – Maradona” è nota a tutti, con il presidente del Napoli che non ha mai mancato di lanciare frecciate all’amministrazione comunale. Mentre un vero e proprio palazzetto dello sport manca ormai da quasi 30 anni, quando il “Mario Argento” è stato dapprima chiuso, e poi ridotto a un vero e proprio rudere pressoché inutilizzabile. La costruzione della tensostruttura per le partite interne del Napoli Basket non ha placato la fame di pallacanestro che anima gli sportivi partenopei. I circa 3.000 posti di cui dispone appaiono del tutto insufficienti per una piazza come quella partenopea. La prospettiva di una polisportiva potrebbe dunque portare sui tavoli di Palazzo San Giacomo, anche la costruzione di un nuovo impianto adibito non solo al basket, ma anche ad altri eventi. Sia sportivi che no.
Tornando all’offerta di cui diversi quotidiani stanno parlando, al momento, De Laurentiis non sembrerebbe particolarmente propenso a discuterne. I tempi per un’abdicazione da parte del proprietario della “Filmauro” appaiono essere ancora prematuri. Anche se il tema della crescita del club passa, inevitabilmente, anche con investimenti ingenti. La costruzione di uno stadio e di un centro sportivo di proprietà e l’allestimento di un settore giovanile davvero all’altezza, richiedono uno sforzo economico, non di poco conto. E che metterebbero sicuramente alla prova, le capacità di spesa di ADL.
Francesco Montanino
