“Dal paradiso all’inferno andata e ritorno”, così si chiamava il libro della scrittrice Dorjstella Rinaldi (2018) che denunciava una storia (vera) improntata sul bullismo e la sopraffazione.
Argomento mai curato abbastanza da istituzioni e categorie dedicate, come doversi vergognare della esistenza di un fenomeno che (come in altre) nella nostra città tocca punte di insofferenza indicibili portando addirittura a coprire il rifiuto LGBT oppure un fisico non ordinario, soprattutto nelle scuole dell’obbligo.
Dorjstella Rinaldi, 14/03/1997 nata a Napoli residente a Marcianise in provincia di Caserta. Diplomata in chitarra classica liceo musicale G.Moscati, 5 anni di studio Arpa Classica al conservatorio San Pietro a Majella, chitarra pop-rock e classica al conservatorio San Nicola Sala di Benevento. Ha studiato per diventare tecnico della comunicazione alla disabilità alla scuola di formazione DISAFRA. Brand Ambassador di progetti umanitari e dialogatrice social creator.
Un vero talento che ha cercato in tutti i modi di venire fuori da situazioni di bullismo vero, nel racconto del 2018 narra con dovizia di particolari le angosce ed il percorso ad ostacoli che ha costretto Stella a difendersi da animali travestiti da bambini.
Stella suona e anche bene la chitarra oltre ad altri strumenti, e spesso la ritroviamo in eventi dove richiedano l’antica arte della “posteggia” la musica come momento di evasione e di racconto.
Sono diverse infatti le attività legate a queste tematiche che stella porta in giro raccontando le sue disavventure ed invitando chi è vittima di bullismo a reagire con tutte le forze e con ogni mezzo.
Napoli è un paradiso abitato da diavoli, così Benedetto Croce incoronava una città abitata da mille contraddizioni che mentre ti incanta con la sua bellezza, poi ti soffoca con la sua crudeltà.
Leggendo il libro spesso ci siamo ritrovati a pensare come fosse possibile tanta atrocità tra adolescenti, eppure, eppure nel nostro piccolo siamo stati quattordicenni costretti ad affrontare una decina di coraggiosi bulli che grazie ad una scuola di arti marziali siamo riusciti a tenere a bada non senza qualche doloroso combattimento vinto sul campo.
Dorjstella Rinaldi merita tutto il nostro apprezzamento per la attività che svolge atto a rompere il muro di omertà che troppo spesso troviamo nelle istituzioni e nei parenti addirittura, facendo in modo di isolarci dal problema e costringendo chi ne è colpito a risolverlo da solo.
Splendide anche le poesie che inframezzano il racconto del 2018, vere chicche di un libro che consigliamo vivamente e che abbiamo assorbito come una spugna per portacelo dietro come esempio di una realtà da combattere con tutte le forze.
Dorjstella Rinaldi è un esempio di come un ragazzo/a debba reagire senza paura di soffrirne le sofferenze e le razioni, anche se questo vorrà dire alienarsi false amicizie e i “Ci sarò sempre” finché le cose andranno bene per scomparire magicamente al palesarsi delle prime difficoltà.
di Ciro Tumolillo

