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La Commissione contro la ’ndrangheta si è insediata avviando i lavori con gli interventi dei consiglieri e la definizione dell’Ufficio di Presidenza.
Si è insediata oggi la Commissione consiliare contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, organismo centrale nell’azione di contrasto ai fenomeni criminali e nel rafforzamento della cultura della legalità in Calabria. La seduta, presieduta da Marco Polimeni, si è aperta alle ore 12:33 con l’avvio ufficiale dei lavori.
Il Presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, ha portato il proprio saluto istituzionale, augurando buon lavoro ai commissari e sottolineando l’importanza strategica della Commissione all’interno dell’istituzione regionale.
L’insediamento e la relazione introduttiva
Il Presidente Polimeni ha inserito all’ordine del giorno il punto relativo all’Insediamento Commissione e alla presa d’atto della comunicazione del Settore Segreteria Assemblea e Affari Generali. Nella sua relazione introduttiva ha evidenziato la gravità del fenomeno mafioso, ricordando come la necessità stessa di una commissione dedicata dimostri la persistenza della ’ndrangheta e il suo impatto sulla vita dei cittadini. Ha richiamato la responsabilità condivisa, oltre ogni appartenenza politica, e ha annunciato la presentazione di una proposta di indirizzo al Parlamento per modificare la normativa sullo scioglimento dei comuni.
Interventi dei consiglieri
Nel corso della seduta sono intervenuti diversi commissari, offrendo contributi significativi.
- Vincenzo Bruno (Tridico Presidente) Ha condiviso la necessità di intervenire sul TUEL e ha richiamato l’allarme per gli attacchi criminali registrati sul territorio. Ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle scuole e la necessità di incidere sulle strutture tecniche degli enti locali, dove spesso si annida il malaffare.
- Daniela Iiriti (Fratelli d’Italia) Ha portato l’esperienza maturata come vicecomandante della polizia penitenziaria, evidenziando come la Commissione possa incidere sul tessuto sociale e culturale. Ha richiamato la necessità di strategie più efficaci nella lotta ai fenomeni criminali e di interventi mirati sul sistema carcerario e sugli strumenti normativi come scioglimenti dei comuni e interdittive antimafia.
- Giuseppe Falcomatà (Partito Democratico) Ha sottolineato l’importanza di un lavoro costruttivo e continuo, capace di generare un effetto moltiplicatore sul territorio. Ha richiamato l’urgenza di rivedere la normativa sugli scioglimenti dei comuni, rafforzare la gestione dei beni confiscati e promuovere percorsi culturali che rendano evidente che “stare dalla parte della legalità conviene”.
- Giacomo Pietro Crinò (Occhiuto Presidente) Ha espresso apprezzamento per l’elezione del Presidente Polimeni e ha ricordato l’esperienza maturata nella precedente legislatura, citando l’importanza delle audizioni e il valore di iniziative rivolte alle scuole, come il concorso a premi già sperimentato.
Nel corso della discussione, il consigliere Bruno ha proposto di invitare in Commissione il prof. Enzo Ciconte, tra i massimi esperti del fenomeno mafioso. Il Presidente Polimeni ha accolto favorevolmente la proposta, riconoscendo l’importanza di avvalersi di competenze qualificate.
Composizione della Commissione
L’Ufficio di Presidenza è così composto:
- Presidente: Marco Polimeni (Forza Italia)
- Vicepresidente: Vincenzo Bruno (Tridico Presidente)
- Segretario: Antonio De Caprio (Forza Italia)
Componenti: Giacomo Crinò (Occhiuto Presidente), Giuseppe Falcomatà (Partito Democratico), Daniela Iiriti (Fratelli d’Italia).
Il commento della consigliera Iiriti
La consigliera Daniela Iiriti, attraverso i suoi profili social, ha commentato l’avvio dei lavori sottolineando l’importanza del ruolo dell’organismo e delle priorità da affrontare. Ha evidenziato la necessità di una Commissione “attuale, efficace e propositiva”, con attenzione non solo alle azioni di contrasto alla criminalità organizzata, ma anche al sistema carcerario e agli strumenti normativi come gli scioglimenti dei comuni per infiltrazioni mafiose e le interdittive antimafia. Ha ribadito che “non si arretra contro la criminalità e si lavora per una giustizia giusta”, richiamando l’impegno istituzionale e culturale necessario per incidere realmente sul territorio.

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