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Arrestato in Svizzera il latitante Bruno Vitale: operazione congiunta contro la ‘Ndrangheta
La Polizia Cantonale di Zurigo, in collaborazione con la Polizia Federale elvetica e su indicazione del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, ha arrestato il latitante Bruno Vitale, ritenuto appartenente alla cosca di Ndrangheta Gallace di Guardavalle. L’operazione rappresenta un nuovo colpo alle ramificazioni internazionali della criminalità organizzata calabrese.
Un arresto inserito nell’indagine “Ostro-Amaranto”
L’attività si colloca nell’ambito dell’indagine “Ostro-Amaranto” condotta dal ROS dei Carabinieri, che ha ricostruito – a livello di gravità indiziaria – l’operatività della locale di Ndrangheta di Guardavalle (CZ), attiva nel soveratese e con estensioni nel Centro-Nord Italia.
L’inchiesta, conclusa a gennaio dello scorso anno, aveva portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di 44 indagati, accusati a vario titolo di:
- associazione di tipo mafioso
- concorso esterno in associazione mafiosa
- voto di scambio politico-mafioso
- procurata inosservanza di pena
- tentata estorsione
- trasferimento fraudolento di valori
- detenzione, porto e traffico – anche internazionale – di armi, comprese armi da guerra e materiale esplodente
Tutte contestazioni aggravate dal metodo mafioso.
La collaborazione internazionale e la localizzazione a Wetzikon
La cattura di Vitale è il risultato di una ricerca incessante condotta dal ROS sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il supporto dell’unità I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta).
Determinante la cooperazione con:
- Polizia Federale Svizzera
- Polizia Cantonale di Svitto
- Polizia Cantonale di Zurigo
- Ufficio Federale di Giustizia Svizzero
- Ministero Pubblico della Confederazione Elvetica
Attraverso attività tecniche, osservazioni mirate e pedinamenti anche transfrontalieri, gli investigatori hanno individuato il latitante in un’abitazione di Wetzikon, nel cantone di Zurigo.
Le accuse e la posizione giudiziaria
Attualmente detenuto in un carcere elvetico, Vitale è in attesa di estradizione in Italia. Dovrà rispondere non solo delle accuse legate all’operazione “Ostro-Amaranto”, ma anche dei reati contestati nell’indagine “Kleopatra”, riguardante il traffico internazionale di sostanze stupefacenti, da cui era sfuggito lo scorso maggio.
Come previsto dall’ordinamento, l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
