COPERTINA ORIGINALE DEL DISCO ANCORA NON UFFICIALIZZATA
Tra cover e reinvenzione artistica
C’è un Renato che tutti conoscono, quello dei costumi piumati, dei palasport in delirio, dell’inno generazionale urlato a squarciagola sotto una pioggia di coriandoli. Ma c’è un altro Renato, più intimo, quasi carbonaro: l’archeologo della melodia, il sarto sartoriale che cuce parole italiane su abiti musicali nati altrove, strappandoli alla loro terra d’origine per farli rinascere con un battito mediterraneo e teatrale.
Il panorama musicale italiano è stato scosso dall’annuncio di “Irriducibili Miti”, il nuovo ambizioso progetto di Renato Zero. Non si tratta di una semplice raccolta, ma di un viaggio intimo tra i classici che hanno forgiato il Dna artistico del cantautore romano. Un’operazione che conferma la vocazione di Zero come “archeologo della melodia”, capace di innestare la propria cifra stilistica su brani immortali nati oltreconfine, dimostrando che la grande musica non ha passaporto, ma solo geografie dell’anima.
Da Zerofobia a oggi: la storia delle traduzioni di Renato Zero
Chi vede in questo progetto una novità estemporanea ignora la profonda tradizione di “trapianti culturali” che accompagna la carriera di Renato. Già nel 1977, con l’album Zerofobia, Zero stupì il pubblico con “Sguardrina”, folgorante e ironica versione italiana di Dreamer dei Supertramp. Un’operazione di trapianto culturale audace, in cui il pop-prog britannico veniva iniettato di sfacciataggine tricolore. La sua ecletticità lo ha portato nel tempo a misurarsi anche con la carica soul e la fisicità di “Land of 1,000 Dances” di Wilson Pickett, dimostrando una versatilità vocale senza confini.
Un dialogo globale: Renato Zero nel mondo
Il rapporto di Zero con la musica internazionale è biunivoco. Non si è mai accontentato di subire l’influenza d’oltreconfine; ha provato a esportare la propria unicità. Mentre lui rileggeva il mondo, il mondo imparava a cantare Renato:
- Esportazione: Canzoni iconiche come Il carrozzone (diventata La carroza) e Triangolo (trasformata in Triangùlo in spagnolo e Sexy party in inglese) hanno varcato i confini nazionali.
- Cover internazionali: Artisti del calibro di Grace Jones (Still life), Renato Russo (Più o meno), Marta Sánchez (Los mejores anos de nuestra vida), Massimo Savić (Trazi me/Da mogu), Wilkins (El cielo), Anneli Saaristo (Elämämme paras aika), Ken Laszlo (Madame), Olinsser (Morir por ti), Gordon (De ware liefde), Al Ventura (I migliori anni della nostra vita), Twister (Se um dia eu tiver voce/Si pudiera tenerte al fin), Fiebre Latina (Me vendo), Pablo Ruiz (Amando amando), Manuela Bravo (Fortuna) e molti altri hanno reso omaggio al suo repertorio, confermando la portata universale del suo songwriting.(cliccando sul nome si aprirà il collegamento per ascoltare le canzoni scritte da Renato).
La genesi di “Irriducibili Miti”: il mosaico di un’anima
Il progetto “Irriducibili Miti” si sviluppa come un cantiere aperto, una galleria d’arte dove i quadri di grandi maestri vengono ridipinti con i colori di un’altra scuola. Al momento, la raccolta conta 9 reinterpretazioni:
L’inizio (2024)
Presentati durante il tour, “Silenzio che lo sguardo tuo parla per te” (l’ombra di Elton John in Sorry Seems to Be the Hardest Word) e “Resta accanto a me” (la preghiera laica di Bob Marley in Redemption Song).
L’espansione (2025)
Sei gemme tra cui “Che miracolo sei” (Louis Armstrong in Wonderful World), “Suoni” (Bobby Hebb in Sunny), “Per sempre noi” (Whitney Houston in I Have Nothing), “Sarai” (Etta James in At Last), “Un’avvincente scommessa” (Barry Ryan in Eloise) e “E meno male che non siamo dèi” (Elvis Presley in Can’t Help Falling in Love).




L’attualità (2026)
Il 15 agosto è uscito “Si può impazzire”, rilettura di “Don’t Make Me Over” di Dionne Warwick, firmata da Burt Bacharach e Hal David.

Zero non si limita a tradurre: metabolizza e trasfigura, piegando capolavori internazionali alla sensibilità teatrale e mediterranea che lo contraddistingue da oltre cinquant’anni. È la prova che i miti non sono intoccabili: diventano eterni solo quando qualcuno ha il coraggio di amarli abbastanza da reinventarli. Non sono state ufficializzate ancora le date dell’uscita, ma il popolo sorcino ha iniziato già il conto alla rovescia per arrivare a Renato…
“…3 …2 …1 …Zero!!!“
Da DivulgAutore Emozionale e collezionista che vive di pane e Zero sin da Tregua (1980), attendo questo disco non come un semplice oggetto di culto, ma come una necessità. Renato è la costante che ha dato ordine al mio caos interiore, un ottimo “psicologo non autorizzato”; è l’unico maestro capace di trasformare un’interpretazione in un confessionale. I sorcini non si faranno mancare questa perla perché, quando Zero canta, ogni brano diventa il paesaggio della loro stessa vita.. e anche della mia!
© Jennypranz (Gennaro Pranzile). Tutti i diritti riservati.

Un progetto che sembra voler andare oltre la semplice celebrazione di Renato Zero, trasformando il suo repertorio in un incontro tra memoria, emozione e nuove interpretazioni. La sua musica continua a parlare a generazioni diverse proprio perché affronta fragilità, libertà, identità e sentimenti senza tempo. Un omaggio interessante a un artista che, nel panorama italiano, resta davvero irriducibile.
Un’analisi perfetta. Renato Zero resta un punto di riferimento unico proprio perché sa unire epoche diverse attraverso emozioni universali e senza tempo. Grazie di cuore!
Bellissimo articolo su Renato zero, faccio il moi complimento a JennyPranz
Per l’ottimo lavoro 💯
Gentilissima, grazie mille
Stupendo non ho parole
Grazie ancora