Fonte foto: Valentina Giua
“Agata si fa comunità”: nel segno della fiamma che unisce, l’evento conclusivo del palinsesto La Fiamma di Agata

C’è una fiamma che non brucia, ma unisce. Una fiamma che illumina, custodisce e crea legami. È sotto questo segno che si è svolto “Agata si fa comunità”, l’evento conclusivo del palinsesto La Fiamma di Agata, ospitato nella suggestiva Sala Marchesi del Palazzo della Cultura di Catania.
In una sala gremita, colma fino all’ultimo posto, il pubblico ha partecipato con calore a un pomeriggio che è stato molto più di una chiusura: un abbraccio collettivo, il compimento di un percorso iniziato lo scorso 30 gennaio e costruito attraverso tappe diverse, tutte animate dal desiderio di raccontare un’Agata viva, contemporanea, capace di generare dialogo, cura, protezione e, soprattutto, comunità.
È in questo clima che si chiude in bellezza la rassegna La Fiamma di Agata, un progetto che ha saputo accendere energie, intrecciare linguaggi e restituire alla città un racconto condiviso.
A ideare e condurre la serata è stata Valentina Giua, che con la grazia e la profondità che hanno caratterizzato l’intero palinsesto ha intrecciato i fili di un progetto nato lontano, cresciuto giorno dopo giorno grazie a un lavoro silenzioso, capillare e appassionato.
Un anno di poesia, musica e arte: il terreno fertile di un progetto
Il successo de La Fiamma di Agata affonda le sue radici in un “prima”: oltre un anno di attività culturali diffuse realizzate grazie al progetto “LeggerissimaMente – poesia arte e musica”, vincitore del bando CEPELL e sviluppato in collaborazione con il Comune di Catania.
In dodici mesi, Valentina Giua ha portato poesia e arte ovunque:
- scuole e licei,
- biblioteche e librerie,
- pub, ospedali, piazze, parchi,
- strade e luoghi di passaggio.
Un lavoro paziente, quasi sotterraneo, che ha seminato ascolto e bellezza, costruendo fiducia con le istituzioni e aprendo la strada all’ingresso ufficiale nel palinsesto agatino. La sala piena di questa sera è stata la conferma più luminosa di un cammino condiviso.
Il concerto dei giovani talenti del Conservatorio Bellini
La serata si è aperta con la musica. Cinque giovani musicisti del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania – Edoardo Buonanno (violino), Mariateresa Galizia (violino), Gloria Cilauro (canto lirico), Enrico Francesco Ludovico Pastorina (chitarra classica) e Chiara Russo (violoncello) – hanno regalato al pubblico un momento di rara intensità.
Il Concerto grosso op. 3 n. 2 di Arcangelo Corelli e il delicato “Se l’aura spira” di Girolamo Frescobaldi hanno risuonato nella sala come un viaggio nel cuore della musica barocca e classica. Quindici minuti di pura vibrazione, che hanno mostrato quanto la musica sia viva nelle mani di giovani artisti capaci di scegliere, con coraggio, la strada dell’arte.
La tradizione che arde: la Compagnia Lapilli
Poi il palco si è trasformato in cratere. La Compagnia teatrale Lapilli ha portato in scena “Agata: La forza di una donna”, uno spettacolo che ha intrecciato teatro, musica e danza restituendo una Sicilia ardente, antica e contemporanea.
Come lapilli nati dal cuore dell’Etna, gli artisti hanno offerto un racconto corale di forza, speranza e amore. La tradizione popolare siciliana, interpretata con autenticità e passione, è diventata linguaggio universale, capace di parlare a tutti, dentro e fuori l’isola.
Ringraziamenti e un impegno che continua
Visibilmente emozionata, Valentina Giua ha voluto ringraziare chi ha reso possibile questo percorso:
- il Sindaco di Catania, dott. Enrico Trantino, per la fiducia e il sostegno;
- il Presidente del Comitato dei festeggiamenti di Sant’Agata, dott. Carmelo Grasso, per aver accolto il palinsesto;
- la dott.ssa Rosaria Spina, Dirigente del Servizio Rete Museale, per l’ospitalità generosa e la sensibilità istituzionale.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto al pubblico, che ha riempito la Sala Marchesi con calore e partecipazione, dimostrando che la comunità non è un concetto astratto, ma un insieme di sguardi, cuori e orecchie pronti ad ascoltare.
“La Fiamma di Agata si chiude stasera – ha detto Giua – ma il cerchio è fatto per ricominciare. La fiamma è accesa, e non si spegne. Continuerà ad ardere in nuovi progetti, in nuovi incontri, in nuove storie. Perché la passione che ci ha guidato è la stessa che ci guiderà ancora: quella per la bellezza, per la poesia, per la comunità.”
