C’era un’epoca in cui l’approccio sentimentale aveva la dignità e la linearità di una partita a scacchi: si muoveva il pezzo, si valutava la risposta, si avanzava o ci si ritirava con eleganza. Oggi, invece, assomiglia più a un disinnesco di un ordigno nucleare bendati, dove ogni mossa rischia di farti passare, nel giro di tre secondi netti, dal ruolo di romantico corteggiatore a quello di potenziale imputato per stalking.
Facciamo un salto indietro, ma senza cadere nella retorica sbiadita del “quando si stava meglio”. Semplicemente, c’era una grammatica emotiva diversa. Tempo fa, avvicinare una ragazza per rompere il ghiaccio era un atto che prevedeva una lecita percentuale di rischio e, soprattutto, di sana insistenza. Certo, ci voleva fegato. Non tutti avevano il coraggio di affrontare lo sguardo di ghiaccio o la celebre ritrosia iniziale. Ma c’era la possibilità di un approccio sereno, quasi giocoso, dove un due di picche non attivava automaticamente la Digos e la ritrosia femminile veniva spesso decodificata come un comodo codice d’accesso da conquistare con la simpatia, la battuta pronta e una dose misurata di caparbietà.
Oggi la musica è cambiata radicalmente. La linea di demarcazione tra l’essere affascinanti e l’essere definiti “creep” è sottile come un capello. Se ci provi e insisti, anche con garbo, non sei più il cavaliere che non si arrende: sei uno stalker in trasferta.
Il rispetto sterile
Viviamo nell’era del rispetto sterile. Un ossimoro bellissimo e spaventoso. Ci viene imposto un codice di condotta talmente igienizzato e algido da sterilizzare qualsiasi forma di tensione erotica o passionale. Guai a insistere, guai a mostrare troppa enfasi, guai a farsi travolgere da quel sano furore dell’innamoramento che, per definizione, è un po’ cieco, un po’ sfacciato, e se ne frega dei protocolli. Oggi devi decifrare tempi che nessuno ti spiega, aspettare segnali che spesso non arriveranno mai e, soprattutto, frenare quella forza propulsiva che ci spinge naturalmente verso l’altro. In pratica, ci chiedono di innamorarci con il freno a mano tirato e il manuale di procedura civile sul comodino.
Il paradosso
Il paradosso è colossale: da un lato invochiamo la spontaneità, dall’altro abbiamo trasformato il corteggiamento in una corsia di svincolo autostradale piena di autovelox normativi. Le donne, giustamente esasperate da una cronaca nera che fa paura, hanno alzato difese immunitarie così potenti da respingere anche i globuli bianchi ben intenzionati. Il risultato? Una cortina fumogena di diffidenza preventiva. Si scambia per molestia qualsiasi tentativo di superare la barriera dell’indifferenza. E così, intere generazioni di maschi crescono con la fobia di sbagliare tono, sguardo o virgola, finendo per preferire la sicurezza anestetica di una chat su Instagram, dove almeno il blocco è indolore e non lascia strascichi giudiziari.
L’esame di coscienza bilaterale
Ma qui serve un esame di coscienza bilaterale: il ravvedimento non deve mica essere a senso unico. Non basta chiedere ai maschi di calibrare le frequenze; serve anche, da parte delle donne, un salutare sforzo di discernimento. Bisogna imparare a fare una giusta e sacrosanta differenza tra l’insistenza pulita, ingenua, un po’ goffa ma normale, e l’insistenza patologica e persecutoria. Mettere l’innamorato timido ma tenace e lo squilibrato nello stesso calderone giudiziario è un errore di valutazione colossale. Valutare bene, senza condannare preventivamente all’ergastolo sociale il primo malcapitato che sbaglia i tempi, salverebbe la specie da una reciproca e desolante misantropia.
Questione di “bon ton burocratico“?
Eppure, l’amore vero non è mai stato una questione di bon ton burocratico. Ha bisogno di sbavature, di slanci che superano il segno, di quella magnifica follia che ti fa perdere il controllo. Se continuiamo a medicalizzare ogni interazione umana e a criminalizzare il corteggiamento appassionato, non salveremo nessuno: trasformeremo semplicemente la seduzione in una transazione commerciale a basso rischio e a zero batticuore.
Il DivulgAutore Emozionale: Insomma, cari i miei romantici estinti, se la tendenza è questa, la prossima frontiera dell’evoluzione non sarà il viaggio di nozze ma l’adozione di un avvocato penalista come testimone d’onore. A meno che non decidiamo di deporre le armi della paranoia e rischiare il tutto per tutto. Dopotutto, tra un futuro asettico fatto di chat monitorate dall’algoritmo e il rischio glorioso di farsi dire un “no” guardandosi negli occhi, io scelgo tutta la vita la galera del cuore. Almeno lì, i colloqui sono più frequenti.
© Jennypranz (Gennaro Pranzile). Tutti i diritti riservati.

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Bellissimo articolo fatto di nostalgia di un tempo dove c’era un educazione diversa dove si conosceva una ragazza tramite la classica “posteggia” un bel tempo sicuramente,ma al giorno d’oggi è tutto diverso i ragazzi vogliono essere corteggiati,🤣 “ma anche no !
E poi non c’è più quel educazione oggi i ragazzi conoscono solo essere dei predatori e qui la cosa cambia la ragazza non è più una conquista ma una preda il che è diverso ecco perché si sfocia in cose brutte è uscito fuori la parte più animale dell’essere umano.e le ragazze hanno un solo modo di protergesi è essere diffidenti!
Oggi purtroppo assistiamo a una mutazione profonda. Quel pudore e quell’educazione di un tempo hanno lasciato il posto a una fretta cieca, dove spesso i ruoli si capovolgono e i giovani perdono la bussola del rispetto. Quando il corteggiamento degenera in una logica predatoria, la persona non è più un “tu” da scoprire e custodire, ma una preda da consumare in fretta. In questo scenario complesso, c’è un’altra verità amara da considerare: la giusta ed essenziale emancipazione della donna, in molti casi, è stata spinta a un’esasperazione tale da portarla ad assimilare proprio le caratteristiche peggiori e più aggressive degli uomini. E di fronte a questa deriva, spesso l’uomo contemporaneo dimostra di non reggere il confronto, smarrendo ogni punto di riferimento. È una deriva che mi addolora e che tira fuori il peggio dell’essere umano.
Al giorno d’oggi non esistono uomini ma sono solo tanti bambocci un po’ cresciuti dove non hanno la spina dorsale sono tutto fumo e niente arrosto c’è qualche rarità ma lo dice la parola sono rari e bisogna essere fortunati per trovarli!
Quando una donna si trova in determinate situazioni ha bisogno di un uomo al suo fianco e vedendo che spesso vicino ci si ritrova bimbi un po’ cresciuti la donna inizia a non aver bisogno più di una persona che ti dà un altro problema, ma impara a cavarsela da sola.
ma è il bamboccio che fa si ,che ci sia questo mutamento perché alla donna non resta altra scelta di farsi forza e coraggio e affrontare tutto da sola! E deve per forza di cose prendere aspetti anche maschili per andare avanti e affrontare questo vita, questo mondo.
Articolo molto interessante complimenti
Complimenti per questo articolo. Affronta un tema complesso e molto attuale con uno stile che invita alla riflessione più che allo scontro. È una lettura che spinge il lettore a interrogarsi su come stiano cambiando i rapporti umani, il ruolo del diritto e l’importanza del rispetto reciproco. Un contributo interessante che merita di essere letto e discusso con apertura e senso critico.
È un testo che denuncia con forza la tendenza a sterilizzare il desiderio: regolamentare la seduzione significa svuotarla di rischio, spontaneità e batticuore, trasformandola in un atto amministrativo invece che in un incontro umano vivo.