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L’Anestesia della Memoria e il Turismo della Guerra: Contro-narrativa sulla militarizzazione culturale a Scoglitti a 83 anni dallo sbarco
Venerdì 10 luglio 2026, la Piazza Andrea Castelli di Scoglitti si trasformerà
Secondo il copione istituzionale, nel palcoscenico dell’ennesima celebrazione acritica dell’83° anniversario dello sbarco alleato in Sicilia. Sotto le parole chiave di “pace”, “libertà” e “democrazia”, si consumerà in realtà un’operazione ideologica subdola e profonda: la normalizzazione della presenza militare straniera sul nostro suolo, la (continua) conseguenza delle spese militari e la mercificazione turistica e politica di una delle più grandi tragedie storiche del Novecento.
I comunicati “trionfali” diffusi dall’Amministrazione comunale di Vittoria descrivono dettagliatamente i fitti e felici incontri a Palazzo Iacono e i “sopralluoghi operativi” di delegazioni di vertice della base di Sigonella, della Oklahoma National Guard e di altri accademici militari d’oltreoceano (canadesi e inglesi).
Il Sindaco Francesco Aiello ha celebrato con entusiasmo la nascita del “Thunderbird Trail”
un itinerario della memoria ideato, promosso e finanziato dalla Guardia Nazionale statunitense che collegherà la Sicilia alla Germania – spacciandolo come un’occasione imperdibile di “crescita culturale e turistica” per il territorio. Ma dietro la retorica diplomatica del “ponte tra storia e cooperazione internazionale per la pace e per la democrazia”, si nasconde la totale rimozione della complessità e dei reali costi umani in termini di vite dal luglio 1943 ad oggi.
Quella che è presentata oggi come una gloriosa e indolore liberazione dal fascismo, ignora sistematicamente il prezzo di sangue pagato dalle popolazioni locali e dai nostri partigiani. L’Operazione Husky non fu affatto una marcia trionfale di sorrisi e cioccolata, ma un’operazione bellica di devastante impatto con fini di colonizzazione del nostro territorio e di un futuro per niente positivo e libero.
Colonizzazione del territorio italiano
stragi e attentanti dai servizi segreti americani in combutta con la Democrazia Cristiana e altri politici dei giorni d’oggi, decisioni belliche e coinvolgimento in guerre non nostre. In piazza, oltre alla giunta di Aiello (PD e DC), ci saranno il Capitano di Vascello Daniel Martins (Comandante della NAS Sigonella) e dei rappresentanti del comando telecomunicazioni NCTS, che tutti insieme installeranno una stele commemorativa a Scoglitti dell’alleanza fra i due stati in questione.
Noi e gli Stati Uniti. In un momento storico internazionale drammaticamente instabile, in cui la Sicilia continua a essere l’avamposto logistico di radar e armamenti bellici degli USA nel Mediterraneo (da Sigonella al Muos di Niscemi), la sfilata di truppe straniere nelle nostre piazze e l’erezione di monumenti celebrativi promossi da eserciti d’oltreoceano assumono un significato politico esplicito, e quindi di parte, ovviamente non per il nostro futuro.
Così si sta educando la cittadinanza, e in particolare le future generazioni
ad identificare militarmente le forze armate straniere come gli unici garanti e depositari dei concetti di democrazia (ma sappiamo benissimo che non lo è, basti citare delle parole chiave attuali, Bush (padre e figlio) Iraq, Afghanistan, Somalia, Yemen, Iran, Venezuela, Cuba… Ci siamo capiti), riducendo gli spazi per una cultura di neutralità e critica verso il giusto.
Non si accetta che la memoria storica di un qualunque paese venga appaltata dalle istituzioni militari estere che gestiscono gli equilibri bellici contemporanei del mondo per proprio profitto. Una vera memoria condivisa dovrebbe interrogarsi criticamente sulle “macerie morali” e materiali dalla Seconda Guerra Mondiale (ma anche dalla prima) ad oggi, sulle stragi volute e studiate e sull’eredità coloniale e militare che da quel luglio 1943 stringe la Sicilia e tutta l’Italia (sia culturalmente che politicamente) in una morsa geopolitica permanente.
La memoria storica non è un pacchetto turistico da vendere
o una propaganda politica da esibire per accattivarsi il favore dei comandi NATO/USA. La cittadinanza attiva, le associazioni culturali locali e i movimenti pacifisti hanno il dovere di rifiutare questa spettacolarizzazione e l’ipocrisia di istituzioni che, parlando formalmente di “pace”, glorificano, nei fatti, i sentieri della guerra e le alleanze militari. Nessuno ha detto qualcosa contro a tutto ciò che avviene da anni. Dov’è l’ANPI di Vittoria? Ad oggi la mobilitazione di denuncia è presa in carico dal collettivo Lost Youth, dall’attivista Antonio Mazzeo e da Rifondazione Comunista, che svolgeranno un sit-in di informazione nello stesso orario della commemorazione.
A cura di Salvio Alfieri

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