MUSEO ARTISTICO GROSSI
Dal 21 aprile 2026, Napoli ha assistito a qualcosa che va oltre la semplice apertura di uno spazio espositivo. In Salita Tarsia 62 è stato inaugurato il MAG49 – Museo Artistico Grossi.
COS’E’ IL MAG49
Il Museo Artistico Grossi è un luogo, che si inserisce con decisione, nel tessuto culturale della città come presidio di ricerca, formazione e confronto. Capace di mettere in relazione arte, pensiero e comunità.



CHI E’ IL MAESTRO LUIGI GROSSI?
Al centro di tutto, la figura del Maestro Luigi Grossi. Artista formatosi al di fuori dei circuiti accademici, nelle botteghe artigiane napoletane. Grossi ha sviluppato in oltre sessant’anni di attività una ricerca coerente e riconoscibile, fondata su un rapporto diretto e fisico con la materia.



I suoi cicli, da “I colori del nulla” a “I volumi del nulla”. Da “Vibrazioni materiche” a “In principio era la linea”. Fino a “Aria, Semi, Terra” e “Le comete vulcaniche”. Delineano un percorso che non segue mode né correnti, ma procede per necessità interna, per approfondimento continuo.



La sua produzione non si presta a una lettura superficiale o illustrativa. Si costruisce per stratificazioni, per addensamenti e sottrazioni, imponendo uno sguardo che deve adattarsi all’opera, e non viceversa. In questo senso, ogni lavoro di Grossi è meno un’immagine da decifrare e più un campo in cui si depositano tensioni, equilibri e fratture.
PERCORSI ESPOSITIVI
Il suo percorso espositivo lo ha portato in sedi di rilievo come il PAN, il Castel Nuovo, il Palazzo Reale e la Reggia di Caserta.
ESPOSIZIONI DELLE SUE OPERE
Mentre, le sue opere, sono oggi presenti in contesti istituzionali quali:
- la Banca d’Italia di Napoli;
- il Consiglio Regionale della Campania;
- Villa Campolieto;
- il Caffè Greco di Roma;
- il Museo Palizzi;
- il Museo ARCA.

Tra i lavori che hanno suscitato particolare attenzione nel Museo Artistico Grossi, anche in occasione di questa inaugurazione, spicca la sua rivisitazione della “Tavola Strozzi“. Intervento che dimostra la capacità dell’artista di confrontarsi con l’iconografia storica senza limitarvisi, ma rielaborandola in chiave contemporanea, restituendole una nuova tensione visiva e concettuale.
Il MAG49 (Museo Artistico Grossi) nasce come naturale approdo di questo lungo percorso. Non un contenitore statico, ma uno spazio operativo, pensato per accogliere attività didattiche, laboratori, incontri e residenze artistiche. Un museo che si propone come luogo di attraversamento, aperto tanto agli studiosi quanto alle famiglie, capace di mettere in relazione generazioni e linguaggi differenti.



COLLABORAZIONE CON IL FILOSOFO ALDO MASULLO
In questo quadro si inserisce l’incontro tra Luigi Grossi e il filosofo Aldo Masullo, uno degli snodi più significativi della sua vicenda artistica. Non si tratta di un rapporto accessorio, ma di un confronto autentico, documentato anche nel catalogo “Davanti al colore”.
IL CONCETTO DEL NULLA
Grossi ha ricordato con leggerezza e ironia, in più occasioni, i primi contatti con Masullo. Il punto di convergenza tra i due è rappresentato dal concetto di “nulla”. Per Masullo, il nulla è la condizione originaria del sentire, ciò che precede ogni forma.
Per Grossi, questo stesso nulla prende consistenza nella materia come elemento che attraversa l’opera, che la struttura e la mette in tensione.
Ne deriva un linguaggio in cui pieno e vuoto non si oppongono, ma coesistono, definendosi reciprocamente.


Il Museo Artistico Grossi, si colloca esattamente come spazio in cui l’arte viene messa in relazione con il pensiero, con la didattica, con la vita quotidiana.
Un luogo che si inserisce nel contesto napoletano con una funzione precisa, contribuendo a rafforzare la rete culturale della città.



L’invito è rivolto alla cittadinanza, agli studiosi, agli appassionati e a chiunque voglia avvicinarsi a una proposta culturale solida e non convenzionale. Il MAG49 è uno spazio da visitare. Conoscere e frequentare. Un nuovo punto di riferimento per chi crede che l’arte possa ancora essere uno strumento concreto di crescita e di confronto.
Nelle opere del Maestro Luigi Grossi ho percepito una densità che non si esaurisce nella superficie. Come se ogni strato custodisse un passaggio, un attrito, una decisione rimasta lì, visibile e insieme trattenuta. Non c’è compiacimento, non c’è ricerca di effetto: c’è piuttosto una coerenza ostinata, quasi severa, che tiene insieme tutto il suo percorso.
E allora si comprende che la sua arte non nasce per compiacere lo sguardo, ma per metterlo in difficoltà. Per spostarlo, per costringerlo a rinegoziare continuamente il proprio punto di vista.
In questo senso, Grossi non costruisce semplicemente opere, ma lascia tracce di un attraversamento umano, segni concreti di una ricerca che continua.
RINGRAZIAMENTO
Un ringraziamento particolare alla Dottoressa Marianastasia Lettieri.
Il DivulgAutore Emozionale: Guardando quelle superfici, si ha quasi l’impressione che Napoli stessa, trovi una forma, si raccolga, si riconosca. Ed è forse qui la grandezza del Maestro: nell’aver saputo trasformare la materia in esperienza.
© Jennypranz (Gennaro Pranzile). Tutti i diritti riservati.

Mi piace molto l idea che a precedere la maieutica dell arte sia il nulla , come se il nulla ha insito il seme della creazione
Davvero interessante…. vero? Che genio!