Fonte immagine: Realtà Sannita
Clemente Mastella è politico di lungo corso. Ha sempre militato, e spesso guidato, partiti di Centro ed è stato spesso ago della bilancia di diversi governi del Paese. Lo abbiamo sempre visto come uomo determinato, spesso al limite del cinismo, ieri ha fatto un certo effetto sentirlo parlare di malattia, della sua malattia. Il sindaco di Benevento ha tenuto un lungo discorso in chiesa al termine delle celebrazioni in onore della Madonna delle Grazie. Proprio in conclusione ha rivelato di stare male e di affidarsi molto alla fede ed alle preghiere dei fedeli in vista del cammino più duro del suo percorso di uomo.
Mastella: “A tutti chiedo di pregare per me”
Dopo un lungo discorso, in cui ha richiamato la necessità di far “cessare il fragore delle armi” e ha ricordato la recente visita del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Mastella ha deciso di dedicare le sue ultime parole a una richiesta inaspettata. “A tutti chiedo di pregare per me“, ha detto con la voce rotta dall’emozione e i gli occhi lucidi dal pulpito della Basilica della Madonna delle Grazie, dedicata proprio alla patrona del Sannio. Il sindaco si è poi rivolto al neo arcivescovo Michele Autuoro: “Lei si è rivolto a quelli che sono malati. Anche io lo sono. E spero di farcela”. I fedeli, che riempivano le navate della basilica, gli hanno dedicato un lungo applauso.
I problemi di salute del sindaco
Non è chiaro a quale malattia si riferisca il sindaco di Benevento. Negli ultimi tempi il politico ha avuto diversi problemi di salute e si è dovuto sottoporre a interventi d’urgenza. Nel 2018 ha dovuto amputare parte di un dito dopo un incidente stradale. Un anno dopo, due giorni prima di Natale, aveva accusato un malore tanto da rendere necessario un ricovero in terapia intensiva. Poche ore dopo, però, già era in piedi. Abituato a non rendere pubbliche le notizie sulla sua salute, nel gennaio 2025 Mastella aveva rivelato per la prima volta di essere stato ricoverato per otto giorni al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite.
