rubrica ALLA PARI
Di Veronica Sansuini
La tutela delle minori viene prima di tutto. Legge, scuola e prevenzione
Una bambina dovrebbe essere a scuola. Dovrebbe giocare, studiare, crescere.
Non dovrebbe affrontare una gravidanza e un parto che mettono a rischio la sua stessa vita.
Il matrimonio infantile è la negazione di questo diritto. È una violenza che priva le bambine dell’infanzia, della salute e del futuro.
Per troppo tempo abbiamo pensato che fosse “un problema di altri Paesi”. Oggi i dati ci dicono che dobbiamo vigilare anche in Italia.
- I DATI: COSA CI DICONO ISTAT E MINISTERO
Secondo i dati ISTAT 2022-2023 su “Matrimoni e Unioni Civili”: - Età media al primo matrimonio: 33,8 anni per le donne. Ma restano oltre 300 matrimoni l’anno con almeno uno sposo minorenne, quasi sempre con deroga del Tribunale per “gravidanza”.
- COSA DICE LA LEGGE ITALIANA*
In Italia il matrimonio prima dei 18 anni è vietato.
Art. 84 Codice Civile: servono 18 anni compiuti.
Solo il Tribunale dei Minorenni può concedere deroga, e mai sotto i 16 anni, per “gravi motivi”.
Art. 556 Codice Penale : sposare un minore è reato punito fino a 3 anni di carcere.
L’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e la Convenzione di Istanbul : prevenire e punire è un obbligo dello Stato. - Dispersione scolastica: ISTAT 2024 segnala un tasso di abbandono precoce del 10,5%. Il dato sale al 22% tra le ragazze straniere di seconda generazione. La scuola è il primo campanello d’allarme.
- Minori straniere : Ministero Interno 2023 registra oltre 5.000 minori non accompagnate arrivate in Italia. Per molte di loro l’integrazione e la tutela passano dai servizi sociali e dalla scuola.
Il rischio non è il matrimonio in Comune. È: matrimoni celebrati all’estero e poi presentati in anagrafe, “fidanzamenti ufficiali” precoci, e ragazze che spariscono dalla scuola.
AZIONI CONCRETE DELLA LEGA
Non serve demonizzare. Serve far rispettare la legge e prevenire.
- No al riconoscimento automatico: i consolati e le anagrafi devono verificare con rigore le unioni di minori contratte all’estero.
2. Scuola come presidio: rafforzare l’obbligo scolastico e i controlli su evasione e dispersione. Una bambina a scuola è una bambina protetta.
- Formazione per chi lavora con i minori: medici, insegnanti, assistenti sociali devono avere protocolli chiari di segnalazione, come prevede la UNI/PdR 180:2026 sulla prevenzione della violenza di genere.
- Norme concrete perché quando una ragazza denuncia violenze o pressioni familiari, lo Stato deve proteggerla subito e metterla in sicurezza.
La Lega dice no. No al relativismo, no ai compromessi sui diritti dei minori.
L’Italia è un Paese che accoglie, ma non svende i suoi principi. La parità e la tutela delle bambine non sono negoziabili.
Con UNI/PdR 180:2026 preveniamo e proteggiamo.
Perché una bambina deve avere un banco, non una fede. Deve avere un futuro, non un marito.
