Fonte immagine: Facebook, profilo di Alice Rotelli
Il melanoma è un tumore della pelle che purtroppo affligge numerose persone. La notizia del vaccino a mRNA è stata accolta da toni sensazionalistici, ma qualche precisazione va fatta. La Dottoressa Alice Rotelli, medico chirurgo, specialista in chirurgia vascolare e autrice del libro “Vaccinati contro le bufale” edito da De Agostini, sul suo profilo Facebook ha fatto un po’ di chiarezza. La Dottoressa ha anche indicato fonti autorevoli da consultare a riguardo ed ha dimostrato gentilezza e disponibilità verso GBT Magazine.
Melanoma, la Dottoressa Rotelli invita alla cautela
Così la Dottoressa: “È già diventata virale la notizia sulla messa a punto di un nuovo vaccino, questa volta contro il melanoma. La notizia in effetti è davvero importante, ma va contestualizzata e, soprattutto, spiegata bene senza toni sensazionalistici. In primis va precisato che NON è un vaccino che previene il melanoma nelle persone sane. E’ invece una terapia con tecnologia a mRNA destinata ai pazienti che hanno già avuto un melanoma ad alto rischio. Questi hanno subito un’operazione, al fine di ridurre il rischio che il tumore ritorni o si diffonda.” Da Mondosanità infatti leggiamo quanto segue. “A scanso di equivoci, non si tratta di un vaccino destinato a impedire che una persona sana sviluppi il melanoma. È un vaccino terapeutico, preparato quando il tumore si è già manifestato e dopo che il chirurgo lo ha asportato. I partecipanti allo studio, infatti, avevano melanomi negli stadi IIB, IIC, III o IV completamente rimossi. Tuttavia conservavano un rischio elevato che la malattia tornasse. Ed è proprio contro ciò che potrebbe essere rimasto — cellule maligne invisibili agli esami, capaci col tempo di produrre una recidiva o di raggiungere organi lontani — che viene organizzata questa straordinaria difesa su misura”
La ricerca
La Dottoressa Rotelli aggiunge: “Le aziende farmaceutiche Moderna e Merck hanno annunciato i risultati preliminari del primo studio di fase 3 INTerpath-001 su oltre 1.100 pazienti con melanoma in stadio IIB-IIC-III (senza metastasi apparenti) e IV (con metastasi accertata) e completamente asportato chirurgicamente. I pazienti che hanno ricevuto il nuovo vaccino Intismeran autogene (noto anche come V940 o mRNA-4157) assieme al farmaco immunoterapico Pembrolizumab (Keytruda) hanno avuto una riduzione significativa del rischio di recidiva e metastasi rispetto a chi ha ricevuto solamente il Keytruda.” Da fondazioneveronesi.it possiamo inoltre leggere quanto segue. “Lo studio, secondo quanto emerge da un comunicato congiunto delle due aziende, ha centrato entrambi gli obiettivi principali. I pazienti trattati con vaccino più pembrolizumab restano liberi da recidiva più a lungo. Inoltre sviluppano meno metastasi a distanza rispetto a chi riceve pembrolizumab più un placebo.”
Come funziona il vaccino
Il medico chirurgo precisa poi: “La parte più innovativa è che ogni vaccino è diverso. Dopo l’intervento di asportazione, vengono sequenziati il DNA del tumore e quello del paziente. Un algoritmo individua fino a 34 neoantigeni, cioè proteine anomale presenti solo nelle cellule tumorali. L’mRNA del vaccino contiene le istruzioni per produrre questi bersagli. Queste insegnano inoltre al sistema immunitario, soprattutto ai linfociti T, a riconoscere ed eliminare eventuali cellule tumorali rimaste nell’organismo. In sostanza, il vaccino non cura la malattia in corso, ma cerca di ridurre la probabilità che questa si ripresenti.”
La Dottoressa Rotelli sottolinea l’importanza dei risultati, ma fa qualche precisazione
Così la Dottoressa. “È la prima volta che un vaccino personalizzato a mRNA dimostra un beneficio clinicamente rilevante in uno studio di fase 3 contro un tumore solido. Finora i risultati migliori erano arrivati dagli studi di fase 2. Questo rappresenta il passaggio decisivo verso una possibile approvazione da parte delle autorità regolatorie, che potrebbe arrivare già nel 2027.”
Continua la professionista: “A questo punto c’è una precisazione da fare. I dati diffusi finora sono preliminari e non sono ancora stati pubblicati integralmente su una rivista scientifica. Al momento, c’è soltanto un comunicato stampa da parte delle aziende farmaceutiche che hanno condotto lo studio. Inoltre, non sappiamo ancora se il trattamento aumenti la sopravvivenza complessiva. Al momento sappiamo che prolunga il tempo senza recidiva e senza metastasi. Infine, bisognerà valutare il costo di adattare una terapia ad hoc per ogni paziente.” Di questo tenore anche Mondosanità: “Ma non è tutto chiarito. Della fase 3 sappiamo, per ora, che gli endpoint — gli obiettivi prestabiliti con cui si giudica l’efficacia di uno studio — sono stati raggiunti. Non conosciamo ancora gli hazard ratio, vale a dire le misure comparative del rischio nel tempo. Non conosciamo le percentuali assolute di recidiva, le curve di sopravvivenza o l’eventuale vantaggio sulla sopravvivenza globale. Lo studio continuerà proprio per accertare quest’ultimo punto e i risultati completi saranno presentati a un prossimo congresso scientifico. Anche sul versante della sicurezza, sebbene non siano comparsi nuovi segnali rispetto alle ricerche precedenti, occorrerà esaminare l’intero insieme dei dati.”
In sintesi
Ed aggiunge: “In sostanza, i risultati della ricerca non significano che si sia trovato un vaccino per evitare di sviluppare il melanoma, ma che la tecnologia a mRNA potrebbe aprire le porte a una nuova generazione di terapie oncologiche personalizzate, costruite sul profilo genetico del tumore di ciascun paziente. Se i dati dello studio fossero confermati, questo potrebbe portare allo sviluppo di vaccini simili anche per i tumori del polmone, della vescica e altri tumori solidi. È importante sempre raccontare le cose come stanno, senza sensazionalismi o titoloni acchiappaclick che possono alimentare false speranze. La ricerca avanza, fa passi in avanti e si trovano sempre più cure efficaci per malattie per cui fino a poco tempo fa non davano speranze: ma prendiamo tutte le notizie che arrivano con cautela e contestualizzandole.”
Ringraziamo la Dottoressa Alice Rotelli per la disponibilità dimostrata e per la consueta chiarezza con la quale riesce a divulgare elementi di una materia molto complessa per chi non ha dimestichezza.

