I Mondiali 2026 entrano nella fase calda e il manager Domenico Mafrica offre una lettura lucida e diretta di un torneo che, per struttura e contesto, segna una svolta nella storia del calcio internazionale.
Un Mondiale senza precedenti:
«Sarà il Mondiale più importante di sempre» afferma Mafrica, sottolineando la portata dell’edizione che per la prima volta coinvolge 48 nazionali e una tripla organizzazione – Stati Uniti, Canada e Messico – mai vista prima.
Un torneo che nasce in un quadro globale complesso: «Nonostante le problematiche legate alla guerra in Iran e al caso Ebola in Congo, la macchina organizzativa ha retto. È un Mondiale inedito, difficile, ma affascinante».
Le grandi assenze: “Il peso dell’Italia è enorme”
Mafrica non aggira il tema più doloroso per il calcio europeo.
«Tra le escluse ci sono nazionali importanti come Danimarca, Polonia, Camerun e Nigeria. Ma l’assenza che pesa più di tutte è quella dell’Italia. Per la terza volta consecutiva non siamo ai Mondiali: dal 2014 non partecipiamo. È un dato che racconta una crisi profonda».
Le favorite: “Brasile di Ancelotti e Francia un gradino sopra”
Sul fronte tecnico, Mafrica individua un gruppo ristretto di nazionali pronte a giocarsi il titolo.
«Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e Portogallo hanno investito sul ricambio generazionale e arrivano con squadre mature e competitive. Brasile e Argentina restano potenze storiche».
Poi la scelta netta:
«Per me le due vere favorite sono il Brasile guidato da Ancelotti e la Francia. Hanno qualità, profondità, mentalità. Sono un passo avanti alle altre».
