Napoli capitale mondiale del Rock: Frontiers Records celebra 30 anni di storia con un evento iconico all’HBtoo

Dalla vetta della Billboard 200 al cuore pulsante di Napoli. Frontiers Records ha celebrato i suoi primi trent’anni con un evento esclusivo all’HBtoo, trasformando lo scenario post‑industriale del lungomare in un crocevia globale del rock. Oltre 200 ospiti internazionali, tra artisti, manager e partner della distribuzione mondiale, hanno reso omaggio alla label partenopea che, proprio quest’anno, ha firmato un traguardo storico: il primo posto dei Megadeth nella classifica USA, un risultato mai raggiunto prima dalla leggendaria band.
Un party che consacra Napoli capitale mondiale del Rock
A pochi passi dal mare che nel 2025 ospiterà l’America’s Cup, l’HBtoo si è trasformato in un tempio del rock internazionale. Sul palco, presentati da Giulia Salvi (“Personal Giulia”), si sono alternati nomi iconici della scena mondiale, accompagnati da una resident band d’eccellenza composta da Alessandro Mammola, Alfonso Mocerino, Alessio Lucatti, Andrea Buratto, Andrea Piccardi e Aldo Lonobile.
Tra le performance più acclamate, le voci leggendarie di Ronnie Romero (Rainbow, MSG), Jim Peterik e Toby Hitchcock (Pride of Lions), Harry Hess (Harem Scarem), Robin McAuley (MSG), Ronnie Atkins (Pretty Maids), insieme ai virtuosi Gus G (Firewind, ex‑Ozzy), Nicklas Sonne e Dyan Mair. Una parata di stelle che ha trasformato Napoli in un epicentro musicale di livello mondiale.
Il racconto di una visione: le parole di Serafino Perugino
Momento centrale della serata, l’intervento di Serafino Perugino, fondatore e anima del Frontiers Label Group. “Questi 30 anni sono stati autentiche montagne russe, fatte di sfide e ripartenze, ma la musica è sempre venuta prima del business”, ha dichiarato. “Siamo partiti dallo studiolo di mio padre e oggi celebriamo un traguardo che sembrava impossibile: il numero uno su Billboard con i Megadeth. Da soli non si va da nessuna parte: questa è una storia costruita sulla famiglia e sulla lealtà verso gli artisti. Don’t Stop Believin’: non smettiamo di credere nei nostri sogni”.
Un messaggio che sintetizza la filosofia della label: visione, coraggio e quella “lucida follia” che ha permesso a un progetto nato a Napoli di diventare un riferimento globale.
La presenza dei vertici internazionali di The Orchard
A testimoniare la centralità di Frontiers nel mercato mondiale, la partecipazione dei vertici globali di The Orchard, partner strategico per la distribuzione internazionale. Tra i presenti:
- Colleen Theis, Chief Operating Officer
- Manlio Celotti, senior consultant
- Tricia Arnold, EVP Relationships & International Sales
- Joanna Noyes, SVP Global Marketing & Brand Strategy
- Ben Burnstein, Director Label Management
Accanto a loro, i team europei e britannici, con Susanna Moro, Ben Poliszczuk, Alex Berry e Frank Uhle (Managing Director di OPEN).
Un network globale riunito a Napoli
Il respiro internazionale dell’evento è stato ulteriormente amplificato dalla presenza dei label manager della distribuzione mondiale:
- Rob Willemse (Suburban, Benelux)
- Simone Rossi e Mauro Ragnini (Audioglobe, Italia)
- Suzan Kverh (Playground, Scandinavia)
- Michal Wardzala (Mystic, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacca)
- Nozomu Wakai (Ward Records, Giappone), partner storico per il mercato nipponico.
A rendere omaggio alla “creatura” di Perugino anche alcuni dei manager più influenti della scena rock e metal: Ach Dhillon (Velvet Hammer), Mario Rubio (5B Artist Management), Nikolas Krofta (Bottom Row), Andrew Farrow (Northern Music), Don Jenkins (Raw Power Management), insieme a Daryl Prior, Simon Barbour Brown e Steph Van Spronsen.
Una label nata a Napoli, con uffici nel mondo
Con sedi a Napoli, Boston e Londra, Frontiers Records continua a espandere la propria missione: offrire agli artisti una casa creativa, un luogo dove la musica viene prima di tutto. Un modello che ha trasformato la label partenopea in un unicum nel panorama discografico internazionale.
Napoli capitale mondiale del Rock non è più uno slogan: è la fotografia di una città che, grazie alla visione di Frontiers Records, si è imposta come uno dei centri più vitali e influenti della scena rock globale.
