Giusi Princi e Roberta Metsola insieme a Gino Cecchettin per rafforzare l’impegno europeo contro la violenza di genere
L’europarlamentare calabrese Giusi Princi è stata protagonista a Bruxelles di una giornata ad alta intensità civile e istituzionale dedicata al contrasto della violenza di genere, accanto alla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, a Gino Cecchettin e all’eurodeputata Alessandra Moretti. Un appuntamento che ha unito testimonianza, politica e responsabilità collettiva, con al centro il ruolo decisivo dell’educazione dei giovani.
Un incontro simbolico e necessario
“Ho fortemente voluto che Gino Cecchettin salutasse la Presidente Metsola: è stato un incontro emozionante e di grande importanza”, ha dichiarato Princi, sottolineando come il dialogo con il padre di Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato nel 2023, rappresenti un tassello fondamentale per consolidare un impegno europeo condiviso. La vicenda di Giulia ha profondamente scosso l’Italia, contribuendo all’introduzione del reato di femminicidio, punito con l’ergastolo.
Prima dell’evento pubblico, Princi e Moretti hanno accompagnato Cecchettin in un confronto privato con Metsola, dedicato alla prevenzione della violenza di genere e alla centralità dell’educazione come strumento di cambiamento culturale.
L’evento al Parlamento europeo
Il convegno “Prevenire la violenza di genere in Europa. Responsabilità collettiva e ruolo dell’educazione” ha visto la partecipazione di numerosi europarlamentari e rappresentanti delle istituzioni UE, tra cui la Vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, la Presidente della Commissione FEMM Lina Gálvez, e le eurodeputate Caterina Chinnici, Eleonora Meleti e Annalisa Corrado.
“Di fronte alla tutela dei diritti non esistono colori politici”, ha ricordato Princi. “Siamo tutti in prima linea per garantire sicurezza, educazione e sostegno ai giovani, affinché diventino protagonisti di una società più giusta”.
La testimonianza di Gino Cecchettin
Momento centrale dell’iniziativa è stato l’intervento di Gino Cecchettin, che ha scelto di trasformare il proprio dolore in un impegno pubblico. Ha invitato a “indossare delle lenti” per leggere e decostruire i modelli culturali che alimentano la violenza, ricordando come l’educazione ricevuta rifletta la società in cui si cresce. Solo un percorso educativo che parta dai più giovani, ha sottolineato, può generare una vera rivoluzione culturale.
I giovani al centro
Numerosi gli studenti presenti in sala, considerati da Princi “i veri agenti di cambiamento”. Ascoltarli, ha spiegato, significa costruire una generazione capace di trasformare idee e valori in azioni concrete.
La cornice normativa europea
Princi ha richiamato l’importanza della Direttiva UE 2024/1385, primo quadro normativo europeo dedicato alla prevenzione e repressione della violenza contro le donne e della violenza domestica. La direttiva introduce nuove fattispecie di reato, tra cui:
- condivisione non consensuale di immagini intime
- molestie online
- istigazione domestica all’odio o alla violenza
Prevede inoltre misure di protezione delle vittime, prevenzione e accesso alla giustizia, con obbligo di recepimento entro il 14 giugno 2027.
Una rete sistemica per il futuro
“È fondamentale costruire una rete fatta di educazione, cultura e responsabilità collettiva”, ha concluso Princi. “Solo così la consapevolezza diventa azione e la prevenzione diventa il futuro della nostra società”.
