La NATO deve rafforzare la propria capacità di risposta puntando su un ecosistema industriale sempre più integrato, capace di mettere in rete istituzioni, imprese, ricerca e innovazione. È questo il messaggio lanciato da Lorenzo Mariani, Chief executive manager e General Manager di Leonardo, al termine del NATO Defence Industry Forum di Ankara, appuntamento dedicato al confronto tra governi e industria della difesa.
Intervenendo in un panel dedicato alla preparazione industriale dell’Alleanza, Mariani ha condiviso il palco con il Presidente della Finlandia Alexander Stubb, il Primo Ministro dei Paesi Bassi Rob Jetten, il CEO di Saab e presidente dell’ASD Micael Johansson. Il dibattito è stato moderato dal diplomatic editor di The Economist, Anton La Guardia.
La difesa come responsabilità condivisa
Nel commentare l’iniziativa attraverso un messaggio pubblicato su LinkedIn, Mariani ha sottolineato come il concetto di sicurezza non possa più essere considerato esclusivamente sotto il profilo militare.
«La discussione ha rappresentato un’importante occasione per approfondire il ruolo dell’industria nel rafforzare la preparazione dell’Alleanza e nel sostenere un approccio che coinvolga l’intera società», ha affermato il manager. «La difesa deve essere parte integrante della resilienza nazionale e della sicurezza collettiva, non soltanto una risposta alle emergenze.»
Secondo il dirigente di Leonardo, il raggiungimento di questo obiettivo richiede una cooperazione sempre più stretta tra settore pubblico e privato, coinvolgendo governi, Forze Armate, piccole e medie imprese, startup innovative, università e centri di ricerca.
Mariani ha evidenziato come il tradizionale confine tra industria civile e militare stia progressivamente scomparendo.
Innovazione e tecnologie dual use
«In settori come la cybersicurezza le tecnologie trovano applicazione sia in ambito civile sia in quello militare», ha spiegato. «Le capacità produttive dell’industria civile e lo sviluppo di tecnologie dual use possono aumentare l’efficacia operativa e la rapidità di risposta delle capacità della difesa.»
L’evoluzione dello scenario geopolitico rende infatti sempre più strategica la condivisione di competenze e lo sviluppo di soluzioni interoperabili, capaci di garantire maggiore resilienza alle infrastrutture critiche e ai sistemi digitali dell’Alleanza.
Interoperabilità al centro della strategia NATO
Tra i temi affrontati durante il forum ha trovato spazio anche il ruolo dell’industria nel favorire l’interoperabilità tra i Paesi membri della NATO.
Per Mariani, l’allineamento di tecnologie, standard operativi, filiere produttive e infrastrutture rappresenta un elemento determinante per aumentare l’efficienza dell’Alleanza.
Un indirizzo che trova conferma anche negli investimenti avviati dalla NATO nel percorso di trasformazione digitale. Durante il summit è stato infatti annunciato il contratto tra Accenture e la NATO Communications and Information Agency (NCIA) per il programma Protected Business Network, iniziativa che vedrà Leonardo collaborare alla realizzazione della nuova infrastruttura digitale dell’Alleanza per i prossimi sette anni. Il progetto punta a sviluppare una piattaforma cloud sicura e resiliente destinata a supportare le operazioni digitali classificate della NATO e circa 29 mila utenti distribuiti nei Paesi membri.
Investire sulle competenze
Nelle conclusioni del suo intervento, Mariani ha ribadito l’importanza di valorizzare le eccellenze industriali europee senza rinunciare alla collaborazione con i partner transatlantici.
«Una cooperazione efficace nasce dalle competenze e dalle capacità che ciascun partner è in grado di mettere a disposizione», ha dichiarato. «Per questo dobbiamo continuare a investire nei nostri punti di forza industriali, mantenendo allo stesso tempo una relazione solida e costruttiva con i partner transatlantici, nel pieno rispetto dello spirito e degli obiettivi della NATO.»
Le dichiarazioni confermano la crescente centralità dell’industria della difesa nello sviluppo delle future capacità dell’Alleanza, in un contesto internazionale nel quale innovazione tecnologica, cybersicurezza e collaborazione tra pubblico e privato rappresentano fattori sempre più decisivi.
