Di fronte alla crisi provocata dal blocco degli autotrasporti, che sta mettendo il Sud Italia in ginocchio, arrivano le prime proposte concrete dal mondo della politica. Ad intervenire è Base Popolare, il piccolo partito guidato da Giuseppe De Mita, di area centrista, che propone di utilizzare il petrolio estratto in Italia per sostenere i bisogni degli autotrasportatori e degli agricoltori. Una sospensione delle concessioni di estrazione per vendere il gasolio ad un euro al litro fino a quando il Paese non sarà in grado di approvvigionarsi in maniera più economica e soprattutto senza dipendere dai capricci dei mercati finanziari. Il testo del comunicato è molto chiaro: “Una emergenza di settore fa presto a diventare emergenza sociale. In un contesto reso fragile dalle crisi internazionali e dal radicale sovvertimento delle regole ordinarie che governavano economia e società, non può restare in vita l’usuale regime ordinario solo per le fasce più deboli, mentre gli attori più forti o prepotenti sovvertono le leggi e principi imponendo dazi, costi irragionevoli e interruzioni di forniture. In una tale situazione occorre ristabilire il primato della democrazia. Per questo ci pare del tutto ragionevole la proposta avanzata dal Centro studi CONFIMI Industria di Bari – BAT – Foggia, diretto da Canio Trione, con la quale viene chiesta la sospensione delle concessioni petrolifere per lo sfruttamento dei giacimenti italiani per dedicare il raffinato riveniente dal petrolio italiano alle categorie produttive maggiormente dipendenti dai carburanti, in modo da fermare l’ascesa dei prezzi a tutto danno del consumo finale. È necessario che il raffinato prodotto dal petrolio nazionale (diesel e benzina), che non paghiamo ai prezzi internazionali, venga offerto alle categorie produttive a prezzo fisso di un euro per litro in modo da fermare la dinamica inflattiva generale e rilanciare i consumi e l’economia tutta. Non ci sfuggono alcune implicazioni giuridiche, comunque attenuate dalla scadenza prossima delle concessioni stesse; il libero mercato del resto è uno strumento per la realizzazione delle libertà, non per il loro soffocamento. La questione non è di sapore populista, esattamente il contrario: cosa fa una democrazia in una situazione straordinaria per difendere la vita e la dignità dei propri cittadini? A nostro avviso deve riscrivere le regole per rimettere al centro la dignità delle persone al posto del solo profitto.”.
In pratica una sfida lanciata al Governo ed in particolare al ministro Pichetto Fratin per dare agli italiani il petrolio italiano. La proposta nasce da un confronto avuto da Base Popolare con alcune organizzazioni di imprese, in particolare con quelle pugliesi adenti a Confimi. “È fondamentale in questo momento restituire ai cittadini quello che nel nostro Paese va incontro alle nostre esigenze – dicono alcuni dirigenti nazionali di Base Popolare. È assurdo pensare che ci sono importanti giacimenti in Basilicata e Sicilia soprattutto, ed i nostri autotrasportatori del Sud siano costretti a pagare il carburante a prezzi che li stanno portando al fallimento. In questo momento è indispensabile dare una sterzata”. Insomma una vera e propria sfida lanciata al Governo che finora ha solo minacciato il sequestro o addirittura la confisca dei camion.
A cura del prof. Gennaro Salzano
