Fonte foto: on. De Francesco
Proposta Provvedimento Amministrativo: l’aggiornamento della programmazione commerciale in Calabria
La Proposta Provvedimento Amministrativo n. 42/XIII, presentata dalle consigliere regionali Daniela Iiriti e Luciana De Francesco, introduce un aggiornamento significativo nella disciplina che regola le medie e grandi strutture di vendita in Calabria. L’atto interviene su un impianto normativo risalente alla deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000, costruita in un contesto in cui la programmazione commerciale era ancora fondata su limiti dimensionali, soglie massime e criteri quantitativi. Oggi quel quadro è profondamente mutato, alla luce della direttiva 2006/123/CE, del decreto legislativo 59/2010 e dell’articolo 31 del decreto-legge 201/2011, che hanno introdotto il principio della libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali, ammettendo restrizioni solo quando giustificate da motivi imperativi di interesse generale.
La legge regionale 17/1999 attribuiva al Consiglio regionale la competenza a definire indirizzi e criteri per la programmazione delle strutture di vendita. La delibera del 2000 aveva tradotto tale mandato in un sistema di contingentamenti e limiti dimensionali pensato per governare la trasformazione della rete distributiva. Con il passare degli anni, però, quelle disposizioni sono diventate incompatibili con la normativa sovraordinata e non più adeguate alle esigenze socioeconomiche del territorio calabrese. La Proposta Provvedimento Amministrativo nasce proprio dalla necessità di riallineare la disciplina regionale ai principi europei e nazionali, superando un impianto ormai superato.
Superare i limiti del passato e introdurre criteri di sostenibilità territoriale
Il cuore della proposta consiste nell’eliminazione dei limiti dimensionali rigidi e della verifica del fabbisogno, strumenti che non possono più essere utilizzati come barriere all’accesso. La programmazione commerciale non si misura più attraverso metri quadrati o soglie numeriche, ma attraverso la capacità del territorio di accogliere nuove funzioni economiche senza comprometterne equilibrio e identità. Per questo il nuovo articolo 4, riscritto integralmente, introduce criteri di compatibilità che guardano alla qualità dell’insediamento, alla tenuta della rete infrastrutturale, al rapporto tra superfici impermeabilizzate e aree verdi, alla coerenza estetica e funzionale con i contesti storici, artistici e ambientali.
La proposta valorizza inoltre il recupero delle aree dismesse e l’adozione di soluzioni eco-compatibili, orientando la trasformazione commerciale verso la rigenerazione urbana e l’efficienza energetica. Le parti della delibera del 2000 che prevedevano soglie massime, ampliamenti contingentati o vincoli numerici vengono soppresse, mentre la disposizione transitoria stabilisce che, fino all’aggiornamento degli strumenti urbanistici comunali, ogni limite di questo tipo è da considerarsi disapplicato. È un passaggio che restituisce coerenza normativa e che rafforza la valutazione di impatto territoriale come unico parametro legittimo per governare l’insediamento delle grandi strutture.
Una riforma a costo zero, ma ad alto impatto sistemico
La relazione tecnico-finanziaria conferma la neutralità economica dell’intervento, che non introduce nuovi oneri ma si limita a correggere e aggiornare un quadro regolatorio ormai disallineato. L’impatto, tuttavia, è significativo: la Calabria si dota di una disciplina più moderna, più semplice e più coerente con i principi dell’Unione europea, capace di favorire investimenti e sviluppo senza rinunciare alla tutela del territorio.
Un atto che guarda avanti
La Proposta Provvedimento Amministrativo rappresenta un tassello importante nella modernizzazione della programmazione commerciale regionale. La scelta di superare i limiti quantitativi e di rafforzare la valutazione di impatto territoriale segna un cambio di paradigma che guarda alla qualità degli insediamenti, alla sostenibilità e alla capacità del territorio di accogliere nuove funzioni economiche in modo equilibrato. È un atto che aggiorna, semplifica e rende più competitivo il sistema normativo regionale, offrendo alla Calabria un quadro più aperto, più responsabile e più aderente alle dinamiche contemporanee.
