Fonte immagine: Cagliaripad
La Rai, nella giornata di oggi, ha espresso grande soddisfazione per il successo della trasmissione “Che ci faccio qui” di Domenico Iannacone.
Rai, quello di Iannacone è un progetto di qualità
La Direzione Rai Approfondimento sottolinea la forza di un progetto editoriale capace di distinguersi non solo per i risultati di ascolto, ma soprattutto per la qualità del racconto. Il progetto ha avuto il gradimento del pubblico e si distingue per il valore culturale e sociale dei temi affrontati. Il conduttore ha dato vita a un racconto di notevole spessore emotivo che sceglie l’ascolto, il rispetto e la profondità. Un progetto lontano da ogni sensazionalismo, che vuole restituire centralità a persone, storie e fragilità che interrogano la coscienza civile del Paese.
La capacità di affrontare in maniera unica temi molto complessi
“Che ci faccio qui” affronta temi complessi e universali – dalla fragilità alla cura, dal dolore alla dignità della persona – con uno sguardo umano, rigoroso e partecipe. Il programma sa trasformare storie individuali in una riflessione collettiva, offrendo al pubblico una televisione che non si limita a raccontare, ma accompagna, ascolta e aiuta a comprendere. Offre storie che mettono insieme rigore giornalistico, sensibilità narrativa e attenzione ai grandi temi sociali, mettendo al centro la dignità della persona e il valore del racconto del reale.
La storia del piccolo Roberto
Ieri sera è andata in onda la seconda puntata. Il piccolo Roberto è affetto dalla sindrome di Cockayne, una rara malattia genetica che accelera l’invecchiamento e ne anticipa il declino. Accanto a lui, una madre e un padre che hanno scelto di restare, senza farsi scoraggiare dal tempo breve che rimane. Il corpo di Roberto segue una traiettoria diversa, in cui l’infanzia convive con una progressiva e inesorabile perdita delle funzioni vitali. Quello di Domenico Iannacone è stato un racconto sul tempo, sulle emozioni e su ciò che rimane quando il futuro si accorcia e le giornate si dilatano. In queste circostanze viene meno il superfluo ed il tempo assume una nuova essenzialità. Con delicatezza e garbo il conduttore ha raccontato una storia dove non c’è un domani da immaginare. C’è invece un presente da vivere fino in fondo.
