Un rafforzamento concreto della presenza dello Stato negli istituti calabresi
L’arrivo di trentanove nuovi agenti della Polizia Penitenziaria segna un passaggio rilevante per il sistema penitenziario calabrese. A comunicarlo è l’on. Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno, che sottolinea come l’assegnazione delle unità del 186° corso rappresenti un intervento strutturale e non episodico, orientato a consolidare sicurezza, operatività e condizioni di lavoro all’interno degli istituti regionali.
La distribuzione del personale segue una logica di riequilibrio degli organici: 10 agenti a Rossano, 13 a Reggio Calabria e 16 a Catanzaro, territori che negli ultimi anni hanno registrato criticità legate alla carenza di personale e alla crescente complessità gestionale delle strutture.
Una strategia di Governo che punta su investimenti e stabilità
Nel commentare il provvedimento, Wanda Ferro richiama l’impegno del Governo guidato da Giorgia Meloni verso un comparto spesso trascurato. L’incremento di organico, afferma, è parte di una strategia più ampia che comprende investimenti, nuove assunzioni e un’attenzione costante alle esigenze degli operatori.
L’obiettivo è duplice: migliorare le condizioni di lavoro delle donne e degli uomini in divisa e innalzare gli standard di sicurezza all’interno degli istituti. Una linea d’azione che, nelle parole della sottosegretaria, intende restituire centralità a un settore che svolge una funzione essenziale per la tenuta democratica e per la tutela dei diritti.
Un segnale atteso dal territorio
L’assegnazione dei nuovi agenti è letta come un segnale concreto della presenza dello Stato in Calabria. La regione chiede da tempo un rafforzamento degli organici per gestire con maggiore efficacia le sfide quotidiane del sistema penitenziario.
Il provvedimento contribuisce a ridurre la pressione sugli operatori, a migliorare la gestione interna e a garantire maggiore sicurezza per personale e detenuti.
