Rossella Sambuca: ”Mancini ed Allegri? Due big”
In esclusiva per il nostro portale ci occupiamo di calcio con l’argomento che ha tenuto banco questa estate dopo i Mondiali.
La scelta del tecnico a cui affidare il futuro della Nazionale azzurra è caduta su Roberto Mancini che rientra dopo il suo addio avvenuto nel 2023.
Un cavallo di ritorno che ha fatto storcere il naso a molti soprattutto dopo che la prima scelta ovvero Pirlo ha dovuto rinunciare per incompatibilità contrattuale.
Di questo e di altro ovvero calciomercato in corso ed u a prima griglia di squadre favorite per il prossimo campionato.
Ne parliamo con un volto televisivo, la giornalista sportiva napoletana Rossella Sambuca.
La scelta di Roberto Mancini, presa dal presidente Giovanni Malagò, unisce pragmatismo ed esperienza in un momento di urgenza per la Nazionale. Sebbene nei mesi scorsi siano circolati nomi affascinanti, Mancini ha già dimostrato di saper vincere a livello europeo. La sua nomina, combinata con la grandissima esperienza di Claudio Ranieri come direttore tecnico, rappresenta un punto di ripartenza solido e concreto per fare quadrato attorno alla maglia azzurra.
- La Spagna ha meritato il titolo mondiale e perché l’Italia non riesce a competere con il resto del mondo?
Sul merito della Spagna non ci sono dubbi: hanno espresso il calcio migliore, vincendo la finale contro l’Argentina grazie ad un’organizzazione superiore, meritando assolutamente il titolo mondiale e confermando una continuità impressionante dopo l’Europeo.
La Spagna ha vinto perché ha un’identità di gioco precisa, basata sulla qualità tecnica e sulla velocità di pensiero, non sulla forza fisica.
Rossella Sambuca: ”Mancini ed Allegri? Due big”
L’Italia fa fatica a competere a questi livelli perché siamo rimasti indietro nella filosofia di gioco. Spesso cerchiamo la giocata individuale o l’episodio, mentre la Spagna ha dimostrato che vince la struttura, dove chi entra dalla panchina è pronto a decidere la partita.
Se non cambiamo mentalità, investendo sulle strutture e sulla formazione tecnica dei ragazzi, il divario con il resto del mondo continuerà ad aumentare.
- Mancini potrà finalmente rilanciare la nazionale azzurra?
Mancini ha tutte le carte in regola per riuscirci, soprattutto perché ha l’esperienza di chi ha già vissuto e superato dinamiche simili all’interno di questo ambiente.
La sua forza sarà la capacità di ripartire dai giovani di talento e di ricostruire quell’entusiasmo tattico che si era un po’ smarrito.
Con il supporto strutturale di Claudio Ranieri come direttore tecnico, ci sono i presupposti non solo per rilanciare la Nazionale, ma per gettare le basi di un ciclo solido che guardi ai prossimi quattro anni.
- Cosa si dovrebbe fare per rilanciare il nostro calcio?
Dobbiamo cambiare radicalmente mentalità, a partire dalle scuole calcio dei bambini.
In Italia abbiamo esasperato la tattica e la ricerca del risultato a tutti i costi fin dai primi anni di attività, a scapito della tecnica individuale e del divertimento.
Per rilanciarci dobbiamo rimettere al centro il talento, la fantasia e il coraggio di sbagliare.
Se ai ragazzi non insegniamo più a saltare l’uomo e a rischiare la giocata, continueremo a produrre ottimi esecutori ma pochissimi campioni capaci di fare la differenza a livello internazionale.
Inoltre occorrono investimenti massicci sulle infrastrutture e sui centri federali giovanili territoriali, che devono tornare ad essere il cuore pulsante dello scouting.
- Calciomercato il Napoli dove può arrivare con Allegri o avresti preferito restasse Conte o magari altri nomi?
Il Napoli con Massimiliano Allegri ha l’obbligo e la struttura per puntare stabilmente ai vertici della Serie A e ad un grande ritorno da protagonista in Europa.
Antonio Conte ha svolto un lavoro straordinario lasciando basi solide, oltre alla vittoria dello scudetto, ma non si possono fare paragoni con il passato. Allegri è un vincente, lo ha dimostrato in tutta la sua carriera, e la sua capacità di gestire i campioni e di leggere i momenti della partita sarà fondamentale.
La società ha fatto una scelta di assoluto spessore: ora conta solo supportare il nuovo corso per riportare i trofei a Napoli.
- È ancora prematuro ovviamente, chi vedi come favorite per il prossimo torneo?
I pronostici d’agosto lasciano sempre il tempo che trovano, soprattutto con il mercato ancora aperto. Sulla carta l’Inter parte con i favori del pronostico perché ha una struttura consolidata, ma Juventus, Napoli e Milan si stanno muovendo bene per colmare il divario.
Sarà fondamentale vedere come le squadre completeranno le rose nelle ultime settimane: chi riuscirà a trovare subito la quadra tattica nei primi impegni ufficiali avrà un vantaggio enorme in una corsa scudetto che si preannuncia lunghissima.
- Il Napoli che obiettivi deve avere e può raggiungere?
Gli obiettivi del Napoli passano inevitabilmente dalla capacità di trovare subito l’equilibrio ideale sul campo. Ereditare l’ottimo lavoro fatto da Conte è un grande vantaggio, ma Allegri porterà la sua filosofia pragmatica basata sulla gestione dei momenti e sulla solidità difensiva. L’obiettivo primario resta qualificarsi in Champions League per garantire continuità societaria, ma una piazza come Napoli e una dirigenza ambiziosa sanno bene che si lavora ogni giorno per vincere la prossima partita e lottare per il vertice. E poi festeggiare cento anni di storia è un orgoglio immenso ed il Napoli deve tradurre questo entusiasmo in energia sul campo.
- Qualche giocatore da acquistare o da cedere che possa cambiare il volto alla squadra? Hai qualche sogno o desiderio in merito?
Il volto della squadra si cambia trovando il giusto equilibrio tra entrate e uscite.
A questo Napoli serve intervenire subito in difesa, un reparto che ha assoluto bisogno di un innesto di spessore internazionale dopo il grave infortunio che terrà Buongiorno lontano dai campi per diversi mesi. In uscita Gutierrez, ceduto al Bayer Leverkusen per cifre importanti.
Cedere un ottimo giocatore di fronte a una maxi-plusvalenza è una mossa intelligente se quei soldi vengono immediatamente reinvestiti per blindare la spina dorsale della squadra, che è ciò che serve davvero per lottare al vertice.
Il mio sogno più grande coincide con quello di un intero popolo: vedere il Napoli alzare un trofeo importante proprio nell’anno del suo Centenario. Festeggiare i cento anni di storia calcistica di questa città con una vittoria indimenticabile sul campo sarebbe il coronamento di un cerchio perfetto.
