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Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, ieri sera a “Otto e mezzo” ha voluto commentare le dichiarazioni di Mark Rutte, Segretario Generale della Nato. Secondo quest’ultimo molti aerei americani sarebbero partiti dalla base italiana di Sigonella diretti verso l’Iran.
Caracciolo sulle parole di Rutte
Il direttore di Limes dà una lettura in chiave atlantica delle parole di Rutte. “Chi è questo signor Rutte? È il segretario generale della Nato, già primo ministro olandese. Deve dimostrare a se stesso magari, ma poi soprattutto a Trump, che la Nato serve a qualcosa. Escludo che voglia mettere in ulteriore difficoltà Meloni dopo gli attriti con Trump.” E continua: “Lui è più che altro preoccupato di farsi voler bene da papà. Il termine papà è quello che lui usa riferendosi a Trump pubblicamente in modo da ricordargli la sua devota filiazione”. Secondo l’esperto di geopolitica, poi, Rutte ha voluto cogliere l’opportunità offerta dalla televisione più vicina al presidente americano per accreditare l’utilità della Nato agli occhi di Washington. “Ha avuto buona occasione di spiegare che la Nato è servita, parlando alla televisione privata di Trump, perché Fox News questo è”.
Sulle basi americane in Italia
“Qui si entra poi in un terreno minato – avverte il giornalista – perché una parte degli accordi che regolano l’uso di queste basi sono segreti, più per volontà italiana in realtà che per volontà americana. Ma il fatto è che quando un paese come l’America entra in guerra in Medio Oriente, ha bisogno come il pane di quelle basi, e naturalmente la storia insegna che normalmente l’Italia non impedisce, salvo note eccezioni, agli americani di servire”. Lilli Gruber richiama allora una di quelle eccezioni: Sigonella, il braccio di ferro del 1985 tra Bettino Craxi e gli Stati Uniti. Caracciolo conferma e aggiunge che “in questi giorni Trump ha rimproverato la Meloni, perché avrebbe vietato uno o due di questi atterraggi”. Il direttore di Limes ribadisce poi: “L’America deve fare una guerra in Medio Oriente, gli servono le sue basi, perché di fatto sono americane dal punto di vista operativo, che sono in Italia e le usa”. Un chiarimento sulla linea del governo, smentita da Rutte, per Caracciolo è urgente. Riferendosi agli aerei partiti: “Se dentro ci sono dei panini o delle bombe – chiosa ironicamente – questo non credo che sia facile da stabilire, ma certamente partecipano a un’azione di guerra“
