Foto: La Vita Cattolica
Il capo dello Stato è intervenuto a Montecitorio alla cerimonia celebrativa degli ottanta anni delle Costituente. Sergio Mattarella: “La Carta ha assicurato la stabilità delle Istituzioni”
Con una solenne cerimonia nell’aula di Montecitorio, l’Italia ha celebrato gli ottant’anni dalla prima seduta dell’Assemblea Costituente. Un momento storico che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito come il culmine di una vera e propria “rivoluzione pacifica”, avviata con la scelta della Repubblica da parte del popolo italiano. Nel suo discorso, -riportato da rainews – il Capo dello Stato ha ricordato come la nuova classe dirigente dell’epoca, nata sulle ceneri e l’inefficacia della monarchia, abbia saputo rimettere al centro della vita democratica la partecipazione popolare, i diritti sociali, l’unità e la concordia, seguendo la scia della Resistenza.
Mattarella: “La Repubblica è di tutti”
“La Repubblica è di tutti”, ha scandito Mattarella davanti alle massime cariche dello Stato, tra cui la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i leader delle opposizioni. Il Presidente ha rievocato l’instancabile lavoro dei 535 uomini e delle 21 donne che in diciotto mesi posero le fondamenta democratiche del Paese, garantendo la stabilità delle istituzioni, la collocazione internazionale dell’Italia e promuovendo lo sviluppo economico e sociale.
Un passaggio di forte impatto emotivo è stato dedicato ai martiri assassinati dal regime fascista
Un passaggio di forte impatto emotivo è stato dedicato ai martiri assassinati dal regime fascista: da Giacomo Matteotti a Giovanni Amendola, da Don Giovanni Minzoni ad Antonio Gramsci, fino ai fratelli Carlo e Nello Rosselli. L’aula ha risposto con un lungo applauso di omaggio alla memoria di chi ha pagato con la vita l’opposizione alla dittatura. In conclusione, Mattarella ha esaltato la Carta Costituzionale come il vero “volto e l’anima” della nazione, un’eredità preziosa frutto di un’assemblea di donne e uomini liberi. Il suo intervento si è chiuso tra gli applausi con un duplice e caloroso: “Viva la Repubblica, viva la Costituzione”.
Non fu agevole la strada che portò al referendum e alla elezione della Assemblea Costituente
Non fu agevole la strada che portò al referendum e alla elezione della Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946. Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra”.
Mattarella ha ripercorso quei momenti:
“Una classe dirigente non compromessa col regime fascista – regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia – fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia, l’Italia non era ‘terra di nessuno’. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini”.
E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro
“E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro. La Corona e il Governo Badoglio puntavano al mero ripristino della cornice dello Statuto Albertino, tradito dall’acquiescenza al fascismo di Vittorio Emanuele III. Era uno scontro tra la vecchia classe dirigente monarchica, che spingeva per il ripristino puro e semplice della democrazia liberale pre-fascista, e il mondo ormai cambiato. Contestualmente alla apertura delle urne in Italia si scatenava una sanguinosa guerra civile in Grecia; la pressione sovietica nei Paesi dell’Est europeo ne cancellava le attese di libertà. Gli equilibri fra potenze tracciati nella prima metà del Novecento, con i loro riti, volgevano al termine. Si affermavano spinte verso nuovi assetti internazionali più efficaci, insieme alla competizione tra sistemi politici ed economici diversi e l’avvio di un imponente processo di decolonizzazione”, ricorda il Capo dello Stato.
Mattarella dopo aver fatto il suo ingresso alla Camera visita la mostra allestita nella sala della Lupa
Mattarella dopo aver fatto il suo ingresso alla Camera visita la mostra allestita nella sala della Lupa: 1946: nasce la Repubblica, l’Assemblea Costituente a Montecitorio.Con il Capo dello Stato sono presenti i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, la premier Giorgia Meloni e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. L’aula della Camera ha accolto il presidente Sergio Mattarella con un lungo applauso. Poi tutti in piedi quando il coro e l’orchestra del teatro dell’Opera hanno eseguito l’inno di Mameli.
Conclude Il capo dello Stato Sergio Mattarella

