La festa del Patrono di Napoli con il rito della liquefazione del Sangue in diretta dalla Cattedrale.
Canale 21 seguirà in diretta il Miracolo di San Gennaro sabato 19 settembre a partire dalle 8.40, rinnovando il legame profondo tra Napoli e il suo Patrono. La festa liturgica del Vescovo Martire è uno dei momenti più identitari della città, un rito che intreccia devozione, storia e partecipazione popolare.
Il rito dalla Cattedrale di Napoli
La diretta accompagnerà i telespettatori nelle litanie del Santo, nella memoria del Martirio e nella preghiera che precede la liquefazione del Sangue. Alle 10.00 le ampolle saranno prelevate dalla teca della Cappella del Tesoro, dando avvio alla processione nella navata centrale e alla Santa Messa presieduta dal Cardinale Domenico Battaglia. L’attesa del prodigio, segnata dallo sventolio dei fazzoletti bianchi, resta uno dei gesti più simbolici della fede napoletana.
La squadra editoriale di Canale 21
La telecronaca è affidata a Peppe Iannicelli, con gli interventi di Antonio Salamandra, i contributi di Alessio Barco e della Redazione del VG21. Coordinamento di Marianna Emilio, regia di Stefano Traditi.
Durante la lunga diretta saranno proposte testimonianze, approfondimenti e riflessioni sui temi religiosi, spirituali e sociali legati alla figura di San Gennaro.
Siamo orgogliosi di proporre in diretta uno degli appuntamenti più attesi dai telespettatori che ci seguono da tutto il mondo. Il Miracolo di San Gennaro è un evento di fede, cultura e partecipazione popolare. Esprime l’anima più profonda e complessa di Napoli, che Canale 21 racconta ogni giorno da 50 anni, dichiara l’editore Paolo Torino.
Dopo il Miracolo, Canale 21 seguirà la Santa Messa e la Supplica alla Madonna del Santo Rosario di Pompei domenica 4 ottobre dalle 10.00. Dal lunedì al sabato, nel VG Mattina, viene trasmessa la Santa Messa dalla Santa Casa di Loreto alle 8.00.
Riflessione finale
Raccontare il Miracolo di San Gennaro significa osservare Napoli nel suo momento più autentico: una città che si stringe attorno alla propria storia, alla propria fede e alla propria identità. Ogni anno il prodigio non è solo atteso, ma condiviso, vissuto, riconosciuto come parte di un patrimonio spirituale che continua a unire generazioni diverse sotto lo stesso sentimento di appartenenza.
