La Commissione Sanità avvia l’esame della proposta di legge che introduce un nuovo presidio sociologico nei servizi territoriali.
Martedì 30 la Commissione Sanità del Consiglio regionale è stata convocata per l’esame della proposta di legge che introduce, per la prima volta in Calabria, il Servizio di Sociologia del territorio, un intervento normativo firmato dalle consigliere Luciana De Francesco e Daniela Iiriti. Si tratta di un passaggio istituzionale rilevante, che apre una riflessione strutturata sul ruolo delle competenze sociologiche all’interno del sistema integrato dei servizi sociali regionali.
Un nuovo presidio per leggere i bisogni sociali del territorio
La proposta nasce dall’esigenza, emersa negli anni all’interno degli ambiti territoriali, di dotare il sistema socioassistenziale di figure capaci di interpretare i fenomeni sociali, prevenire il disagio e orientare le politiche pubbliche. La legge istituisce un servizio stabile, inserito nei Piani sociali di zona, con l’obiettivo di garantire ai cittadini l’accesso a prestazioni sociologiche oggi non previste in modo strutturato.
Il Servizio di Sociologia in Calabria si configura come un presidio di analisi, prevenzione e accompagnamento, capace di intervenire nei contesti familiari, scolastici, comunitari e nei percorsi di inclusione sociale. La norma chiarisce che non si tratta di un intervento sulle libere professioni, ma di un’integrazione funzionale al sistema dei servizi sociali, in continuità con la legge regionale 23/2003 e con la riorganizzazione del welfare territoriale avviata con la DGR 499/2023.
Ambiti di intervento e valore aggiunto per comunità, famiglie e scuole
La relazione illustrativa evidenzia come la presenza del sociologo risponda a bisogni concreti: supporto alle famiglie in difficoltà, contrasto alla dispersione scolastica, interventi nei casi di violenza e stalking, accompagnamento nei percorsi di affido e adozione, inclusione delle persone con disabilità, mediazione nei conflitti familiari, sostegno ai minori e agli adulti dell’area penale, integrazione degli immigrati.
Il servizio contribuisce inoltre alla programmazione territoriale, fornendo analisi dei bisogni, valutazioni di impatto e strumenti utili alla progettazione sociale e alla rigenerazione urbana. Una funzione strategica, che rafforza la capacità degli ambiti di leggere le trasformazioni sociali e di rispondere con interventi coerenti e mirati.
La fase di sperimentazione e il gruppo di lavoro
La legge prevede una fase sperimentale di tre anni, coordinata da un gruppo di lavoro composto da dirigenti regionali e da dieci sociologi professionisti selezionati sulla base di requisiti rigorosi: titoli accademici specifici, iscrizione continuativa alle associazioni professionali riconosciute dalla legge 4/2013 o certificazione UNI, esperienza documentata nelle politiche sociali.
Il gruppo definirà il piano triennale delle attività, valuterà l’impatto delle politiche adottate e trasmetterà al Consiglio regionale una relazione dettagliata sugli interventi realizzati e sui beneficiari. Al termine della sperimentazione, la Commissione competente indicherà alla Giunta le modalità di implementazione definitiva del servizio negli ambiti territoriali.
Invarianza finanziaria e utilizzo delle risorse già disponibili
La relazione tecnico-finanziaria conferma l’assenza di nuovi oneri per il bilancio regionale. Le attività previste saranno sostenute dalle risorse già allocate nei piani finanziari del PSC per i settori “Sociale e Salute” e “Istruzione e Formazione”, mentre i rimborsi spese per i sociologi del gruppo di lavoro saranno coperti dai fondi destinati alle missioni del personale esterno.
L’audizione in Commissione Sanità, alla presenza delle consigliere proponenti e dei rappresentanti delle associazioni professionali dei sociologi, rappresenta un momento di confronto importante per definire il perimetro operativo del nuovo servizio e per valorizzare una competenza che può incidere in modo significativo sulla qualità della vita delle comunità calabresi.
La proposta di legge sul Servizio di Sociologia in Calabria introduce una visione moderna del welfare territoriale, fondata sull’analisi dei bisogni, sulla prevenzione del disagio e sulla costruzione di interventi capaci di rafforzare i legami sociali e migliorare il benessere collettivo.

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