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Dalla mitteleuropea Svizzera alla nordica Svezia il passo fu relativamente breve, sia lessicalmente che geograficamente, in rapporto alla globalizzazione.
In Svezia mancarono gli Azzurri
Gli azzurri la combinarono grossa, non raggiunsero nemmeno la Svezia, infatti vennero clamorosamente eliminati dall’Irlanda del Nord nelle qualificazioni. Allora era una novità non vedere gli azzurri in un Campionato del Mondo… I calciatori gialloblu scandinavi negli ultimi anni rappresentavano una più che solida realtà e in casa loro fecero la voce grossa. A pagarne il dazio in semifinale furono proprio i tedeschi campioni in carica.
Pelè e Garrincha
Ma nessuno aveva ancora fatto i conti con un, apparentemente, esile ragazzino poco più che diciassettenne e con un venticinquenne afflitto da decine di patologie e con una gamba più corta dell’altra. Edson Arantes do Nascimiento, detto Pelè il primo e Manoel Francisco dos Santos, detto Garrincha, il secondo. In semifinale questo calcio fatto di finte, tecnica eccezionale e giochi di prestigio, eliminò la squadra che in molti pronosticavano come sicura finalista, quella che segnò di più in tutte le fasi precedenti, grazie a colui che fino ad oggi risulterà l’assoluto capocannoniere nel corso di una rassegna Mondiale. Mi riferisco alla Francia e in particolare al suo prolifico centravanti Fontaine, capace in quei giorni svedesi di realizzare ben 13 goal alle malcapitate avversarie, tra cui una memorabile quaterna alla Germania Ovest nella finale per il terzo e quarto posto.
Pelè re del calcio
Nella finalissima al Rasundastadion quel Brasile tutto fantasia, estro e velocità, dopo l’iniziale vantaggio svedese realizzato dal futuro “Barone” Liedholm, mostrò al mondo non solo una squadra superiore alle altre, ma un giocatore, che da quel momento ha rappresentato il punto più alto nel rapporto tra uomo e calcio, almeno, come molti sostengono, fino all’arrivo di un discusso riccioluto albiceleste. Pelè venne incoronato come O’ Rey, il Brasile finalmente, otto anni dopo il Maracanazo, con un devastante 5 a 2, divenne campione del mondo.
A cura di Raffaele Geminiani
