Fonte foto: Maurizio De Giovanni
Incendio al Teatro Sannazzaro di Napoli: crolla la cupola, intossicati alcuni residenti. La città si mobilita per la rinascita
Un incendio di vaste proporzioni ha devastato questa mattina il Teatro Sannazzaro di Napoli, storico presidio culturale di via Chiaia. Le fiamme, divampate all’alba, hanno rapidamente avvolto la struttura fino a provocare il crollo della cupola, uno degli elementi architettonici più riconoscibili del teatro. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei Vigili del fuoco, impegnate per ore nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area.
La densa nube di fumo ha reso necessaria l’evacuazione dei residenti degli edifici circostanti. Alcune persone sono rimaste intossicate, ma nessuna risulta in condizioni gravi. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento: tra le ipotesi, un corto circuito, ma non si esclude alcuna pista.
Visibilmente scossa la direttrice artistica Lara Sansone, giunta sul posto mentre la cupola cedeva sotto l’intensità delle fiamme. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha definito il teatro “completamente distrutto” e ha assicurato il massimo sostegno istituzionale per la ricostruzione, in sinergia con Regione e Ministero della Cultura.
La mobilitazione del mondo culturale: l’appello di Maurizio De Giovanni
Tra le prime voci a levarsi in sostegno del Teatro Sannazzaro c’è quella dello scrittore Maurizio De Giovanni, da sempre legato ai luoghi simbolo della cultura napoletana. Sui suoi profili social ha scritto:
“Io ci sono, sin da subito. Sono pronto a partecipare, organizzare e sostenere iniziative, letture, incontri e spettacoli il cui ricavato possa contribuire alla ricostruzione immediata del Teatro Sannazzaro. Vorrei che tutta la città si mobilitasse a tale scopo: istituzioni, artisti, politici, cittadini. La Cultura è interesse di tutti e il Sannazaro ne è la sua casa. La casa di tutti noi. Rialziamo il sipario!”
Un appello forte, che invita l’intera comunità – istituzioni, artisti e cittadini – a unirsi per restituire alla città uno dei suoi spazi culturali più amati.

Che peccato aver perso un un teatro così importante, mi auguro che sia stato un corto circuito dovuto a dei fili difettosi che non se ne sono mai accorti e non altro. Complimenti per il suo articolo Anastasia marrapodi è sempre una persona precisa, competitiva e impeccabile e grazie di scrivere, quello che succede a Napoli anche lei.