Terremoti d’Italia: la conoscenza che diventa prevenzione alla Città della Scienza
L’inaugurazione della mostra Terremoti d’Italia alla Città della Scienza di Napoli ha restituito alla città un luogo in cui la memoria sismica del Paese si intreccia con la responsabilità della prevenzione. L’evento, promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli, dalla Fondazione Inarcassa e dalla Protezione Civile, ha assunto il valore di un gesto collettivo, capace di unire istituzioni, professionisti e cittadini attorno a un tema che riguarda la sicurezza e la cultura tecnica del territorio.
A guidare l’apertura è stato il Presidente di Città della Scienza, Riccardo Villari, affiancato dal Dirigente del Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Fabio Ciciliano, dal Direttore Generale per i Lavori Pubblici e per la Protezione Civile della Regione Campania, Italo Giulivo, dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Andrea Prota, dall’Assessore Edoardo Cosenza, dal professor Emidio Nigro, dal professor Marco Di Ludovico e da numerosi consiglieri e colleghi. Una presenza corale che ha confermato la centralità del tema nella vita pubblica.
Un percorso immersivo tra scienza, memoria e responsabilità
La mostra si presenta come un viaggio nella storia sismica italiana, ricostruendo gli eventi che hanno segnato intere comunità e trasformato il modo di progettare e costruire. Le simulazioni di sisma, cuore dell’allestimento, permettono ai visitatori di percepire fisicamente la forza tellurica, trasformando l’esperienza in un atto di educazione civica. È un linguaggio immediato, capace di parlare agli adulti come ai più giovani, che hanno partecipato numerosi all’inaugurazione.
La presenza degli studenti ha conferito alla giornata un valore ulteriore: la consapevolezza che la prevenzione non è solo un insieme di norme tecniche, ma un patrimonio culturale da trasmettere. La conoscenza diventa così strumento di tutela, e la divulgazione scientifica si fa responsabilità pubblica.
Il ruolo degli ingegneri nella cultura della sicurezza
L’Ordine degli Ingegneri di Napoli ha ribadito la centralità della competenza tecnica nella costruzione di un Paese più sicuro. La mostra diventa anche un omaggio alla professione, al lavoro quotidiano di chi studia, progetta e innova affinché il rischio sismico sia affrontato con rigore e lungimiranza. In questo dialogo tra istituzioni, professioni e cittadini, Terremoti d’Italia assume il valore di un laboratorio permanente di conoscenza.
Napoli come capitale della divulgazione scientifica
La scelta di ospitare l’esposizione alla Città della Scienza conferma il ruolo di Napoli come polo nazionale della cultura tecnico-scientifica. Qui la divulgazione diventa esperienza, la scienza diventa racconto, e la sicurezza si trasforma in un impegno condiviso. È un segnale forte in una regione che conosce il rischio sismico e vulcanico come parte della propria identità, ma che ha saputo trasformarlo in competenza, ricerca e innovazione.
Terremoti d’Italia non è soltanto una mostra: è un invito alla responsabilità collettiva, un ponte tra passato e futuro, un luogo in cui la conoscenza diventa protezione. L’inaugurazione ha mostrato quanto sia possibile costruire una comunità più consapevole quando istituzioni, professionisti e cittadini si incontrano attorno a un obiettivo comune: trasformare la memoria in prevenzione e la prevenzione in cultura.
