La terra torna a tremare in Sud America. Ancora una volta, seminando panico e tanta distruzione. A poco più di un mese dal violentissimo sisma che ha messo in ginocchio il Venezuela, stavolta è la vicina Colombia a dover fare i conti con un terremoto dagli effetti disastrosi.
Il Servicio Geológico Colombiano ha stimato il movimento tellurico con una magnitudo di 7.4 e una profondità di circa 100 chilometri. Il terremoto ha avuto il suo epicentro nella parte occidentale del Paese, precisamente nel dipartimento di Chocó, nei pressi di San José del Palmar.
Letteralmente sgretolati e accartocciati interi edifici, con scene di panico e terrore che hanno attraversato un intero Paese. La scossa, durata secondo le prime stime oltre un minuto, è stata avvertita distintamente non solo nella capitale Bogotà, ma anche a Cali e soprattutto a Manizales, dove i danni sembrerebbero essere di una certa entità.
Il terremoto è stato avvertito anche a Panama, Ecuador, Perù e Venezuela, anche se potrebbe essere stato risentito in altri Paesi dell’area.
Drammatico e ancora provvisorio il bilancio delle vittime: almeno 111 le persone che avrebbero perso la vita, ma il numero potrebbe purtroppo aumentare ulteriormente nelle prossime ore, considerando i numerosi crolli verificatisi quando in Colombia erano le 7:34 del mattino.
Secondo le prime analisi degli esperti, non sembra essersi trattato della rottura di una delle grandi faglie superficiali colombiane. L’interpretazione al momento più accreditata è quella di un sisma intraplacca nella placca di Nazca in subduzione, vale a dire una rottura avvenuta all’interno della placca oceanica che sta sprofondando sotto il continente sudamericano.
