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Trump supera il suo predecessore nelle concessioni fatte all’Iran. Lo sblocco dei fondi congelati, pari a circa venti miliardi e la sospensione delle sanzioni sul petrolio le voci più pesanti. Lo stop alle sanzioni permetterà al petrolio di Teheran di arrivare sul mercato potenzialmente senza sconti. Una concessione da dodici miliardi che fa lievitare lo scontrino della guerra degli Stati Uniti nel Golfo. Ed è pari a sei volte le concessioni fatte dal predecessore Joe Biden.
Trump annuncia la firma dell’accordo
Lo Stretto di Hormuz è chiuso da tre mesi. Ora, con la conferma dell’intesa tra Washington e Teheran, qualche barile di petrolio ha ripreso a viaggiare indisturbato prima ancora che il memorandum vedesse le firme. Ne sono la prova le tre petroliere iraniane che, per la prima volta in due mesi, hanno già superato la zona di blocco con quasi cinque milioni di barili a bordo. I mercati hanno reagito facendo crollare i prezzi del petrolio. Così Trump: «L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo». Avvertendo nella notte che se Teheran non rispetterà l’accordo, gli Usa sono pronti a riprendere i bombardamenti. Il memorandum d’intesa dovrebbe essere firmato ufficialmente venerdì 19 giugno in Svizzera. Sharif ha affermato in un post su X che il patto prevede «la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano». Il Libano è stato un punto critico nei negoziati. Israele e Hezbollah nelle ultime settimane hanno ignorato gli appelli di Trump e di altri a cessare gli attacchi reciproci.
Le ragioni dell’Iran
L’Iran ha 12 miliardi di buone ragioni per raggiungere un accordo con gli Usa per la fine della Guerra del Golfo. Lo ha confermato l’agenzia di stampa Mehr. L’agenzia ha pubblicato il testo presentato come un protocollo d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Ha sottolineato che nel documento è presente l’immediata disponibilità di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. «La metà di questa somma sarà a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati», precisa il testo. In Israele intanto in molti criticano Netanyahu. «Inaccettabile un’intesa che limiti le nostre manovre per garantire la sicurezza», commenta la ministra Orit Strock, eletta nell’(ex) alleanza tra tra Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir.
Una vittoria dell’Iran?
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che un accordo più ampio sarebbe stato negoziato durante un periodo di cessate il fuoco di 60 giorni. Nei successivi colloqui le parti affronteranno anche il destino del programma nucleare iraniano, secondo quanto riferito in precedenza a Reuters da alcune fonti. «Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!», ha scritto Trump. L’ex portavoce del Dipartimento di Stato durante l’amministrazione Biden Matthew Miller ha affermato che Trump ha fatto importanti concessioni all’Iran:« Non abbiamo alcuna garanzia che affronteranno la questione programma nucleare. Ma l’Iran ha dimostrato al mondo di poter prendere in ostaggio l’economia globale. E ottenere qualcosa in cambio dagli Stati Uniti».

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