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Teheran risponde a Washington sulla sorte dello Stretto di Hormuz, dopo il raid degli Stati Uniti sull’isola di Kharg. L’area del Golfo Persico vede ancora lontana qualsiasi ipotesi di stabilizzazione. “Lo Stretto di Hormuz non si aprirà e nessuna nave americana ha il diritto di entrare nel Golfo. La sicurezza sarà garantita solo con il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo”, ha dichiarato Mohsen Rezaei, membro del Consiglio iraniano per la Sicurezza degli interessi del regime. “La guerra finirà quando riceveremo tutti i nostri risarcimenti dagli Stati Uniti e quando avremo una piena garanzia per il nostro futuro, che non potrà essere realizzata senza il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo”, ha sottolineato Rezaei.
Teheran, gli USA hanno attaccato l’isola di Kharg
Gli Usa hanno preso di mira la strategica isola iraniana di Kharg, distruggendo esclusivamente i suoi obiettivi militari. Poco prima di salire a bordo dell’Air Force One diretto verso la Florida, Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Usa avevano sferrato pesanti attacchi aerei contro l’isola. Avevano risparmiato le infrastrutture vitali attraverso cui transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano. Una mossa che vuole fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Immediata la replica dell’Iran che ha minacciato di “ridurre in cenere” le infrastrutture petrolifere legate agli Usa in Medio Oriente. Appello di Hamas a Teheran: “cessate il fuoco contro i Paesi vicini”. Trump su Truth: “L’Iran è stato completamente sconfitto, vuole un accordo che io non accetterò”. Iraq: un drone ha colpito l’ambasciata statunitense a Baghdad.
La posizione italiana
L’Italia “non partecipa alla guerra” ed esprime “preoccupazione per lo scenario di crisi” determinato dal conflitto in Medio Oriente “con gravi effetti destabilizzanti”. Queste le conclusioni del Consiglio Supremo di Difesa riunito ieri al Quirinale. Nel documento finale si sottolinea che “il Parlamento si è già espresso” sugli aiuti richiesti dai Paesi del Golfo e che un uso delle basi Usa al di fuori degli accordi vigenti “sarà sottoposto al Parlamento”.

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