Si chiama Corrado di cognome Taranto, ma non è nato in puglia ma nella Città che gli ha dato i natali cioè Napoli, da quel grande artista che era il papà “Carlo” fratello di “Nino” spalla di Totò e di tanti nomi dello spettacolo italiano.
Non occorre Wikipedia per ricordare cosa ha prodotto in oltre 50 anni di presenza in scena, recitando in diverse commedie su e giù lungo lo stivale e apprezzato come regista e attore in diversi film (Maccheroni con Jack Lemmon e Pensavo fosse amore… con Troisi e Francesca Neri solo per citarne 2)
Sempre per caso recita per anni in duo col compianto Mimmo Sepe , facendo proseliti dal Derby di Milano ai teatri di Roma e Firenze formando un sodalizio veramente mirabile fino al decesso di Mimmo avvenuto qualche anno fa.
Corrado lo incrociamo in una esternazione sui social di cui (conoscendolo) chiediamo conto.
“I teatri ormai li gestiscono i comici” esordisce: “Mi fanno andare avanti e indietro anche 4-5 volte per fermare la data poi all’improvviso scompaiono e aprendo il giornale trovo in cartellone 2 nomi che di artistico hanno pochissimo”.
E ancora: “Mi dispiace per i colleghi attori che non siano cabarettisti veri che non trovano spazio nella loro città, eppure ve ne sono diversi che suscitano il mio interesse e la mia ilarità”.
Corrado dal 9 Ottobre è a Roma fino al 8 novembre con “Noi I Taranto” al teatro “Prati “uno spettacolo in cui racconta e si racconta attraverso spezzoni di teatro leggendario da Eduardo a Viviani a Scarpetta cosa che nella sua città latita.
“La cultura è finita, oramai siamo una eterna friggitoria a cielo aperto, vanno avanti sempre i soliti noti senza una proposta che sia interessante e nuova. Dispiace immensamente perché io e quelli come me alla città abbiamo dato tanto.”
Termina qui Corrado, cui non ci sentiamo di dare torto, fino a prima del Covid, c’erano anche rassegne di Cabaret degne di questo nome, pare che invece da qualche anno qualcuno abbia accantonato l’idea della qualità solo per fare cassetta.
Ci auguriamo come sempre che possa cambiare qualcosa nella proposizione di cose da vedere, non le solite menate raccomandate dal politico di turno a discapito di chi davvero porta in alto il nome della città
di Ciro Tumolillo

