Fonte immagine: La Nuova Bussola Quotidiana
Per l’Ungheria di Viktor Orban sono giorni difficili ed oscuri. Il 13 dicembre migliaia di persone hanno varcato il Ponte delle Catene di Budapest marciando in protesta con striscioni, peluche e torce. Poi hanno depositato di fronte all’ufficio del premier ungherese una catasta di giocattoli per bambini. I manifestanti hanno chiesto le dimissioni del premier, dopo che uno scandalo di abusi in un centro di detenzione minorile ha colpito profondamente l’opinione pubblica.
Ungheria, presunte violenze, anche sessuali, su minori
Secondo un report reso pubblico dall’opposizione, infatti, oltre 320 minori sarebbero stati vittime di violenza sessuale mentre erano affidati alle cure dello Stato. Le violenze avrebbero avuto luogo nell’istituto penitenziario minorile di via Szőlő, nel quartiere di Óbuda a Budapest. Le violenze andrebbero avanti da anni. Il carcere di via Szőlő è stato diretto per molto tempo da Péter Pál Juhász, arrestato a fine maggio con l’accusa di abusi sessuali, tratta di esseri umani, lavoro forzato, abuso d’ufficio, porto abusivo di armi da fuoco e riciclaggio di denaro. Károly Kovács-Buna, che lo ha sostituito alla guida ad interim dell’istituto, ha lasciato la via Szőlő la settimana scorsa, un giorno prima che le registrazioni dei suoi abusi su uno dei detenuti venissero rese pubbliche.
Diffuse le immagini delle telecamere di sicurezza
Sono state infatti diffuse le riprese delle telecamere di sicurezza del centro che hanno mostrato il direttore mentre prendeva a calci in testa un ragazzo. Un altro membro dello staff dell’istituto picchiava sulla testa un ragazzino con un bastone. Si parla di reati che vanno dalla violenza fisica e psicologica agli abusi sessuali, dall’induzione alla prostituzione al lavoro forzato fino alla tratta di esseri umani. Sembra anche che gli indagati si siano appropriati di alcune somme di denaro ai danni delle vittime e c’è un video di un ragazzo che racconta di essere stato abusato all’età di 14 anni dall’ex direttore.
Le conseguenze delle violenze
All’inizio di questa settimana, quattro membri dello staff dell’istituto sono stati arrestati e il governo ha annunciato che avrebbe posto tutte le strutture per l’infanzia sotto la diretta supervisione della polizia. Il ministro dell’Interno Sándor Pintér, inoltre, ha annunciato l’arresto dell’ex direttore e l’apertura delle indagini sul caso di via Szőlő. Per buona parte dell’opinione pubblica ungherese, però, tutto questo non è sufficiente a fronte di anni di abusi. A questo si aggiunge il fatto che, nell’Ungheria di Orbán la protezione dei minori è stata spesso strumentalizzata. Protezione adoperata come motivazione per imporre la legge LGBT+ 2021 e per vietare il Pride del 2025.
