Dipinto realizzato dall'artista Salvo Muscarà
La Fiamma di Agata: il laboratorio di Poetry Therapy che accende la luce interiore
La Fiamma di Agata è un laboratorio esperienziale di poetry therapy ideato e condotto da Valentina Giua, formatrice e promotrice culturale, che unisce parola poetica, musica dal vivo, respirazione consapevole, disegno espressivo e scrittura creativa. L’iniziativa si svolgerà il 7 febbraio 2026 alle ore 16:30, nella Sala Sant’Agata del Palazzo della Cultura di Catania, all’interno del programma promosso dal Comitato per la Festa di Sant’Agata e dalle realtà culturali partner.
Accanto a Giua, il compositore, performer e artista polistrumentista Fabio Costantino accompagnerà il percorso con interventi musicali dal vivo, creando un paesaggio sonoro che sostiene e amplifica l’esperienza emotiva dei partecipanti.
Uno spazio protetto per ritrovare la propria fiamma
Il laboratorio nasce come uno spazio sicuro e accogliente, pensato per favorire l’ascolto profondo e la trasformazione. La “fiamma” evocata dal titolo è una metafora della vitalità che abita in ciascuno di noi: una scintilla di resilienza, desiderio, presenza. Attraverso un approccio dolce e non giudicante, La Fiamma di Agata guida i partecipanti a riconnettersi con questa energia interiore, lasciando emergere emozioni, ricordi e intuizioni che spesso restano in ombra.
Le pratiche proposte – dalla respirazione consapevole alla scrittura creativa, dal disegno espressivo alla poesia condivisa – diventano strumenti di cura e consapevolezza, capaci di trasformare il sentire in segno, colore e parola.
Non un corso di scrittura, ma un’esperienza di cura attraverso l’arte
La Fiamma di Agata non è un corso di scrittura tradizionale. È un viaggio intimo e collettivo che utilizza la poesia come strumento di liberazione emotiva, di conoscenza di sé e di resistenza luminosa. La musica dal vivo di Fabio Costantino amplifica il processo, creando un dialogo continuo tra voce, corpo e vibrazione.
L’esperienza è aperta a tutti: non è richiesta alcuna competenza artistica, solo il desiderio di mettersi in ascolto e di lasciarsi attraversare dalla creatività.
Un rito collettivo che lascia traccia
Ogni edizione de La Fiamma di Agata diventa un piccolo rito comunitario, un momento in cui fragilità e forza si incontrano e si trasformano. Chi partecipa porta con sé non solo parole scritte, ma una presenza più radicata, una consapevolezza nuova, una luce interiore più nitida.
Il laboratorio continua a vivere oltre l’incontro: nelle scelte quotidiane, nei gesti di cura verso se stessi, nella libertà di esprimersi senza paura.
A chiudere il senso profondo de La Fiamma di Agata sono le parole della sua ideatrice, la formatrice e promotrice culturale Valentina Giua, che racconta così la visione alla base del laboratorio: “Credo in una poesia che torni ad abitare i corpi, il respiro, le mani. Una poesia che accompagna, che consola, che accende”.
Una dichiarazione che racchiude l’essenza del percorso: riportare la poesia al suo luogo originario, quello dell’esperienza viva, del sentire, della presenza. Un invito a lasciarsi attraversare dalla parola come da una fiamma gentile, capace di illuminare senza bruciare, di scaldare senza consumare.
