Si è tenuta mercoledì 5 agosto, presso Palazzo Caracciolo di Forino, la presentazione del libro Gli internati liberi di Forino. Internamento civile e persecuzione razziale nell’Italia fascista (1940-1943), scritto da Paolo D’Amato e pubblicato da Terebinto Edizioni.
L’incontro, promosso con il coinvolgimento del Comune di Forino, di ProCastello APS e dell’associazione Letture ad Alta Voce di Forino, ha rappresentato un importante momento di approfondimento storico e di riflessione collettiva sul valore della memoria.


Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Forino, Antonio Olivieri, sono intervenuti Ettore Barra per Terebinto Edizioni e Luigi Bruno per ProCastello APS. Hanno poi offerto il proprio contributo Gabriele Perrotti e Gianni Festa. L’incontro, moderato da Rosalia Spolverino, ha visto la partecipazione dell’autore Paolo D’Amato.
Il volume nasce dal ritrovamento del Registro degli Internati conservato nell’Archivio Storico Comunale di Forino. Attraverso un’attenta ricerca archivistica, Paolo D’Amato ha ricostruito vicende individuali, documenti amministrativi, percorsi umani e rapporti con la comunità locale, riportando alla luce una pagina poco conosciuta della storia irpina e italiana.
Protagonisti del libro sono ebrei stranieri, oppositori politici, profughi e persone considerate “nemiche” dal regime fascista, costrette al soggiorno forzato nel territorio di Forino durante gli anni più drammatici del fascismo e della Seconda guerra mondiale.
Dai documenti emergono storie di uomini e donne sottoposti a controlli, limitazioni negli spostamenti e continui adempimenti burocratici. Alcuni vivevano in abitazioni prese in affitto, mentre altri erano assegnatari di stanze messe a disposizione nel territorio comunale. Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni delle persone anziane e malate, per le quali anche raggiungere un ospedale poteva diventare estremamente difficoltoso.
Nel corso della serata sono stati illustrati documenti, testimonianze e scambi epistolari che hanno consentito al pubblico di entrare nella quotidianità degli internati. Tra le figure ricordate anche Ada Rossi, antifascista e moglie di Ernesto Rossi, sottoposta a provvedimenti restrittivi in un contesto segnato dalla repressione politica e dal controllo esercitato dal regime.
Ampio spazio è stato riservato alle vicende delle famiglie ebree costrette a lasciare la Germania e rifugiatesi in Italia con la speranza di raggiungere gli Stati Uniti. Le lungaggini burocratiche, i ripetuti trasferimenti e le difficili condizioni di salute segnarono profondamente la loro permanenza. Alcune di queste persone, dopo essere state trasferite in diversi comuni irpini, arrivarono a Forino, dove rimasero per lunghi periodi e, in alcuni casi, conclusero la propria esistenza.
Gli interventi hanno evidenziato il rigore del lavoro di Paolo D’Amato e la sua capacità di trasformare i documenti d’archivio in un racconto storico partecipe, restituendo identità e dignità a persone che rischiavano di rimanere soltanto nomi annotati in un registro.
Sono frammenti di storia riportati alla luce, capaci di annullare la distanza tra gli eventi del passato e chi oggi li ascolta. Attraverso documenti, lettere e vicende personali, la ricerca restituisce concretezza alla storia e permette al pubblico di riconoscere, dietro i grandi avvenimenti del Novecento, volti, emozioni e destini umani.
La pubblicazione dimostra come anche un piccolo paese dell’Irpinia sia stato attraversato dalle grandi tragedie del Novecento. La storia locale si intreccia così con quella nazionale ed europea, offrendo nuovi strumenti per comprendere gli effetti concreti delle politiche di esclusione, persecuzione e privazione della libertà.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre sottolineata l’importanza di sostenere le attività di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio storico locale. In questa prospettiva si inseriscono anche i futuri progetti promossi da ProCastello APS, dedicati allo studio del borgo Castello, alla ricostruzione delle antiche mura e delle testimonianze della presenza romana, nonché alla possibile creazione di un parco nell’area del castello.
La partecipazione del pubblico ha confermato il forte interesse della comunità verso la conoscenza della propria storia. La presentazione del libro è stata non soltanto un’occasione culturale, ma anche un invito a mantenere viva la memoria, a riconoscere i pericoli dell’intolleranza e a difendere i valori della libertà, della partecipazione e della democrazia.
Gli internati liberi di Forino rappresenta, dunque, un contributo prezioso alla memoria collettiva e un autentico patrimonio culturale per l’intera comunità forinese.
