L’accoglienza deve procedere di pari passo con l’integrazione, e l’integrazione autentica nasce soprattutto dai gesti concreti, capaci di far sentire ogni persona parte della comunità fin dal primo momento.
Un’attenzione particolare deve essere rivolta ai bambini, alla loro sensibilità e al naturale bisogno di sentirsi accolti, coinvolti e mai percepiti come “diversi”. È proprio in questa direzione che l’Associazione Accademia Letteralmente, attraverso le proprie peculiarità educative e culturali, mette a disposizione strumenti di apprendimento e occasioni di crescita.
Due posti che non rappresentano soltanto uno spazio fisico dedicato all’apprendimento, ma diventano il simbolo concreto di una comunità che apre le proprie porte e, fin dal primo giorno, dice: “Qui c’è un posto anche per voi, perché siete parte integrante della nostra comunità.”
L’iniziativa dell’Associazione ha trovato una risposta immediata nella partecipazione del CAS Poggio dei Signori (AV), che ha aderito provvedendo all’adozione di due banchi destinati a due meravigliosi nuovi ospiti originari del Marocco presso la sede dell’Accademia Letteralmente.
L’integrazione, infatti, non può essere affidata esclusivamente agli strumenti istituzionali già esistenti: deve nascere e crescere anche attraverso le realtà locali, le associazioni, le scuole, le famiglie e l’impegno di ogni singolo cittadino.
Piccole gocce possono formare un immenso oceano, e ciascuno può fare la propria parte.
Dalle parole ai fatti. La Presidente dell’Associazione, Dott.ssa Francesca Corraro, unendo alla propria esperienza e sensibilità culturale una profonda attenzione alla dimensione umana e sociale, ha accolto e sostenuto con entusiasmo questa partecipazione, riconoscendone il grande valore educativo, sociale e inclusivo.
L’adozione dei due banchi assume così un significato che va ben oltre la semplice donazione. È un gesto attraverso il quale diffondere la cultura dell’accoglienza e, soprattutto, trasformare i principi dell’integrazione in azioni reali.
A rendere il gesto ancora più significativo è stata la partecipazione degli stessi ospiti del CAS che, già abituati ad aprirsi alle realtà del territorio campano e a prendervi parte attivamente, sotto la guida del Centro hanno scelto di contribuire personalmente all’iniziativa attraverso piccole donazioni: semplici nel loro valore materiale, ma immense nel significato umano che racchiudono.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più belli e autentici di un vero percorso di integrazione: non soltanto essere accolti, ma diventare, a propria volta, protagonisti dell’accoglienza.
Persone che, nonostante le proprie vicende, il percorso affrontato e le difficoltà vissute, scelgono di aprire il proprio cuore agli altri e di offrire qualcosa di sé affinché due bambini possano sentirsi, fin da subito, parte di una comunità pronta ad accoglierli.
Il percorso di integrazione parte dagli adulti, ma acquista una marcia in più quando raggiunge i bambini, perché è attraverso l’esempio, ancora prima che attraverso le parole, che si trasmettono il valore della condivisione, dell’inclusione e il senso di appartenenza a una comunità.
Due banchi, dunque, ma soprattutto due posti pronti ad accogliere. Due piccoli spazi dai quali può cominciare qualcosa di molto più grande.
