La Consigliera del Movimento 5 Stelle richiama l’Aula alla concretezza, denunciando carenze nei controlli, nella gestione dei fondi e nell’utilizzo degli strumenti istituzionali contro il caporalato.
Anche la Consigliera del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, è intervenuta sul primo punto all’ordine del giorno della seduta consiliare dedicata al tema del caporalato, dello sfruttamento del lavoro e delle condizioni dei lavoratori migranti in Calabria. Il suo contributo ha assunto un tono critico e diretto, richiamando l’Aula alla necessità di superare la logica dei comunicati stampa e di affrontare il fenomeno con strumenti concreti, efficaci e realmente operativi.
Un fenomeno strutturale che richiede azioni reali
Nel suo intervento, Scutellà ha evidenziato come il caporalato rappresenti un problema radicato, capace di destabilizzare gli equilibri economici e sociali e di penalizzare le imprese che operano nella legalità.
È un grave errore limitarsi ai comunicati stampa. È necessario agire concretamente. Il caporalato è un fenomeno strutturale che destabilizza gli equilibri interni e penalizza le imprese oneste.
La Consigliera ha sottolineato che, sebbene le norme esistano, qualcosa nel sistema di controllo non funziona, e questo consente allo sfruttamento di continuare a proliferare.
Se le leggi esistono, qualcosa non funziona: mancano evidentemente il controllo e la vigilanza.
Flussi migratori e responsabilità politiche
Scutellà ha poi richiamato l’attenzione su un altro aspetto critico: la gestione dei flussi migratori, spesso utilizzati come strumento di propaganda politica, soprattutto in prossimità delle elezioni, senza affrontare davvero la complessità del fenomeno.
I flussi migratori vengono utilizzati e strumentalizzati in prossimità delle elezioni, senza mai soffermarsi sulla reale gestione del fenomeno.
Il confronto con il consigliere Mattiani e il nodo del PNRR
Rivolgendosi al consigliere Mattiani, Scutellà ha contestato l’impostazione proposta per affrontare il problema, ritenuta insufficiente e non risolutiva. Ha inoltre sollevato interrogativi puntuali sulla gestione dei fondi del PNRR destinati al settore, chiedendo chiarimenti sull’effettivo utilizzo delle risorse.
Mi chiedo se siano stati spesi i fondi del PNRR, ormai inutilizzabili, e se siano stati correttamente gestiti.
Commissione Antindrangheta: strumenti esistenti ma poco utilizzati
La Consigliera ha infine evidenziato come gli strumenti istituzionali già disponibili non vengano sfruttati appieno, citando in particolare la Commissione Antindrangheta, convocata – a suo dire – troppo raramente rispetto alla gravità del fenomeno.
La Commissione Antindrangheta è stata convocata poche volte, a dimostrazione che gli strumenti esistenti non vengono utilizzati.
Un richiamo alla responsabilità e alla concretezza
L’intervento di Elisa Scutellà ha così posto l’accento sulla necessità di un approccio più rigoroso, trasparente e operativo nella lotta al caporalato, superando la dimensione comunicativa per restituire centralità ai controlli, alla vigilanza e alla gestione corretta delle risorse pubbliche.
