Fonte foto: Wikipedia
Ciclone Harry, Sicilia in ginocchio: Meloni in sopralluogo, primi 100 milioni e massima allerta a Niscemi
Il passaggio del ciclone mediterraneo Harry ha lasciato una scia di devastazione in Sicilia, con danni ingenti alle infrastrutture, all’agricoltura e ai centri abitati. Tra le aree più colpite, Niscemi è oggi l’epicentro dell’emergenza: una frana di proporzioni eccezionali ha costretto all’evacuazione oltre 1.500 residenti, mentre il terreno continua a muoversi rendendo impossibile definire un perimetro stabile di intervento.
Meloni: “I 100 milioni sono un primissimo stanziamento emergenziale”
Durante la riunione a Catania, la presidente del Consiglio ha espresso rammarico per le polemiche sorte attorno allo stanziamento iniziale di 100 milioni di euro, chiarendo che si tratta di un fondo immediato e non risolutivo. Meloni ha ricordato che anche in precedenti emergenze – come quella dell’Emilia-Romagna – i decreti complessivi sono arrivati solo dopo alcune settimane, una volta completata la mappatura dei danni.
Sopralluogo in elicottero e riunione operativa a Niscemi
La premier è arrivata in mattinata in Sicilia per sorvolare le zone più colpite dal maltempo. A Niscemi ha incontrato il sindaco Massimiliano Conti, il prefetto di Caltanissetta e il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, presiedendo una riunione tecnica nella sede del Comune. La frana, lunga circa 4 chilometri, continua a essere attiva e rappresenta un rischio concreto per il centro abitato. Interi quartieri risultano inaccessibili e tre strade su quattro sono state chiuse.
Meloni ha assicurato che il governo agirà “in maniera celere” per evitare che si ripeta quanto accaduto nel 1997, quando un’altra frana colpì duramente il territorio. Ha rivolto ai tecnici domande specifiche e ha annunciato che, una volta ricevuta la fotografia completa dei danni, verranno adottati provvedimenti immediati. Ha inoltre anticipato che tornerà personalmente a Niscemi per seguire l’evoluzione della situazione.
Schifani: “Non è il momento delle polemiche, servono interventi strutturali”
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato che i danni segnalati dagli enti locali ammontano già a circa due miliardi di euro, una cifra destinata a crescere con l’avanzare delle verifiche. Schifani ha ribadito la necessità di tutelare gli insediamenti urbanistici nelle aree a rischio e di avviare una pianificazione di ricostruzione che tenga conto della fragilità del territorio.
Agricoltura e infrastrutture: un quadro devastante
Il ciclone Harry ha colpito duramente anche le campagne siciliane, in particolare la piana di Catania e l’area agrigentina. Strade rurali cancellate, aziende isolate, porticcioli e stabilimenti balneari distrutti: la stima dei danni supera già il miliardo di euro solo per la Sicilia.
Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Calabria e Sardegna, le tre regioni investite dal ciclone. Il Consiglio dei Ministri ha attribuito ai governatori il ruolo di commissari per la ricostruzione. La stima provvisoria dei danni complessivi supera 1,2 miliardi di euro, ma è destinata ad aumentare.

1 thought on “Ciclone Harry, Meloni in Sicilia: primi aiuti e frane”