Oggi la maggior parte degli allenatori vive con un’ossessione totalizzante…
il controllo.
Si creano gabbie tattiche, si automatizzano i movimenti fino alla nausea, si cerca disperatamente di azzerare l’imprevisto. Si allena per anestetizzare il rischio.
Ma la verità è che più cerchiamo di controllare il caos, più ne diventiamo schiavi quando si manifesta.
Il calcio di domani non appartiene a chi controlla, ma a chi sa abitare il disagio.
Una provocazione futuribile potrebbe essere rappresentato dall’Allenamento “Frattale” e dal Caos Programmato…
Infatti, se guardiamo al futuro, l’evoluzione non sarà più all’insegna di lavagne tattiche sofisticate o algoritmi che pre-dicono ai giocatori dove stare. La vera rivoluzione sarà la iper-adattabilità.
Domani non alleneremo più i calciatori a eseguire spartiti, ma a comporre musica jazz sotto pressione. Immaginiamo adesso sessioni di allenamento progettate non per dare soluzioni, ma per distruggere i punti di riferimento…
Cambiamenti improvvisi di regole a metà partita.
Inferiorità numeriche dinamiche e impreviste.
Campi con geometrie variabili.
Qual’è l’obiettivo? Forzare l’errore per costringere il cervello a mappare nuove strade.
Non più “fai questo se succede quello” (l’approccio meccanico della maggior parte degli allenatori attuali), ma “trovati nel fango e impara a correre”.
Qual’è il Contrasto..? Gestori di Certezze vs. Esploratori dell’Ignoto!
Mentre la massa dei tecnici cerca il comfort della prevedibilità, per paura dell’esonero, per ego, o per pigrizia culturale, il calcio d’élite premierà solo chi accetta di sentirsi costantemente inadeguato.
Mentre l’allenatore medio cerca la stabilità se la squadra è in difficoltà, rifugiandosi nel già visto.
L’allenatore del futuro cerca la destabilizzazione fertile e non vede il disagio non come una crisi, ma come l’unico momento in cui avviene un reale apprendimento.
Risolvere un problema che non si conosce diverrà l’unica vera competenza che non potrà mai essere automatizzata o standardizzata.
Il percorso si scopre solo camminando sull’orlo del precipizio.
E noi?
Stiamo allenando per rassicurare i nostri giocatori o per renderli splendidamente pronti al caos?
Buona Giornata e riflessione a Tutti.
