Il Napoli non va in Porto, anzi, naufraga tra limiti congeniti di durata (ormai, non resiste più di un’oretta), orrori difensivi (due gol su corner ed uno in rapida ripartenza, coronato da un tunnel aperto tra le gambe di Meret), una difesa d’ufficio per nulla convincente (Allegri) interviste nel dopo gara al vetriolo (Politano e McTominay) e liti in campo.
Il botta e risposta tra De Bruyne e Lucca (non il primo) è un pessimo segnale. La prova di uno spogliatoio a pezzi, com’è trapelato dalle critiche di Politano all’inconsistenza fisica della squadra – crollata dopo un buon primo tempo – e dallo sfogo a muso duro di McT, mai visto così arrabbiato.
Si parla di decisioni forti da parte dei vertici, qualcuno cerca di placare la piazza inferocita sventolando addirittura un repulisti a gennaio con 4-5 acquisti, ma son tutte frottole. Perché non ha assolutamente senso fare a gennaio ciò che andava fatto d’estate.
Anzi, ci copriremmo pure di ridicolo, perché ci esporrebbe alla presa in giro del detto popolare per il quale non serve mettere porte di ferro dopo un furto, e non prima, per prevenirlo. Perdere le partite ci sta, ma perdere anche la faccia, quello proprio no. E ora DeLa e tifosi creduloni se lo faranno fritto il centenario. Piuttosto, società e squadra prendano esempio dal Como che, criticato per la sua ‘multunazionalità’, intanto tiene alto l’onore del nostro calcio.
(A CURA DELL’AVV. ALFONSO ESPOSITO)
