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In Iran non sembra possa essere molto durevole la tregua di cui parla il Presidente Trump. Gli attacchi dell’IDF sul Libano sono motivo di contesa diplomatica. Colpi avrebbero investito anche nostri uomini UNIFIL ai confini con lo stato dei cedri.
Iran, Trump dalle minacce alla possibilità di tregua
“Stanotte un’intera civiltà morirà”. Poi Trump ha accettato una tregua di due settimane. Ma a una condizione: “Teheran deve riaprire lo Stretto di Hormuz”, ha specificato il Presidente USA nel suo post su Truth. Positiva la risposta dell’Iran. Netanyahu specifica: “Il cessate il fuoco non vale per il Libano”. L’Idf conduce su Beirut i raid più violenti dall’inizio della guerra che fanno registrare 89 morti e oltre 700 feriti. L’Iran valuta la ripresa dei raid e il blocco di Hormuz per l’aggressione di Israele in Libano. Colpi di avvertimento su un mezzo Unifil italiano, Tajani: “Nessun ferito, convocato l’ambasciatore israeliano”. Crosetto: “Intervenga l’Onu”.
Le prime navi attraversano Hormuz
Le prime due navi attraversano lo Stretto dopo l’annuncio della tregua che però resta fragile, come ha spiegato Vance e come confermano anche i Pasdaran: “Il nostro dito resta sul grilletto, no ci fidiamo delle promesse Usa”. Intanto, in una dichiarazione congiunta dei leader Ue tra i quali c’è anche Meloni, viene chiesto che il cessate il fuoco venga applicato anche in Libano. L’inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il conflitto in Medio Oriente intanto è arrivato in Iran. Lo scrive la Bbc. Le Nazioni Unite affermano che Jean Arnault intende ascoltare, durante questo viaggio, le opinioni dei funzionari iraniani sul percorso da seguire per la pace.
L’ayatollah ha dato l’ok ai negoziatori
E’ stata la guida suprema, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, a incaricare i suoi negoziatori all’accordo con gli Stati Uniti. Lo riporta Axios sottolineando che il suo coinvolgimento è stato “clandestino e laborioso”. Di fronte al rischio di essere ucciso da Israele, Khamenei ha infatti comunicato principalmente tramite messaggeri che si scambiavano messaggini. Secondo le fonti di Axios, il via libera di Khamenei ha rappresentato una “svolta”. Anche se il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi e la Cina hanno giocato un ruolo importante nelle trattative, tutte le maggiori decisioni prese lunedì e martedì “sono passate attraverso Khamenei. Senza il suo via libera, non ci sarebbe stato un accordo”, hanno riferito le stesse fonti ad Axios.
Trump sui punti dell’accordo
“C’e solo un gruppo di punti significativi che sono accettabili per gli Stati Uniti e ne discuteremo a porte chiuse. Sono proprio questi i punti che sono alla base del cessate il fuoco. Si tratta di una soluzione ragionevole, che può essere facilmente attuata”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth criticando i “numerosi accordi, elenchi e lettere che vengono diffusi da persone che non hanno assolutamente nulla a che fare con i negoziati tra Stati Uniti e Iran; in molti casi, si tratta di autentici truffatori, ciarlatani e individui persino peggiori”.

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