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Liceo Righi, il caso che scuote Roma: “Non è pluralismo, è repressione”
Un episodio che sta facendo discutere il mondo della scuola e della politica. Al Liceo Righi di Roma si è svolta un’iniziativa che ha ospitato figure note per posizioni negazioniste sul genocidio a Gaza, senza alcun contraddittorio previsto. Una scelta che appare ancora più controversa se confrontata con quanto accaduto nei mesi precedenti: allo stesso istituto era stato infatti negato un incontro con lo storico Ilan Pappé, tra le voci più autorevoli sul tema dei diritti del popolo palestinese, proprio in nome della necessità di garantire un confronto equilibrato.
Un doppio standard che solleva interrogativi pesanti e che, secondo molti, profuma di censura politica.
Cancellazioni, divieti e controlli: cosa è accaduto dentro la scuola
Secondo le segnalazioni raccolte da studenti e docenti, per consentire lo svolgimento dell’evento sarebbero state imposte misure drastiche:
- la cancellazione di un murale che riproduceva la bandiera palestinese
- la rimozione di una mostra realizzata dagli stessi studenti
- il divieto di accesso a decine di ragazze e ragazzi
- la presenza della Digos all’interno dell’istituto, con agenti impegnati a sorvegliare e riprendere studenti minorenni
“Questo non è pluralismo: è repressione”, ha dichiarato Stefania Ascari, portavoce alla Camera per il Movimento 5 Stelle. “Al Liceo Righi di Roma niente contraddittorio, cancellazione della bandiera palestinese e polizia nei corridoi”.
L’interrogazione parlamentare: “Serve ristabilire la libertà di pensiero nelle scuole”
Di fronte alla gravità dei fatti, Ascari ha depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata ai ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi. L’obiettivo è ottenere risposte immediate e iniziative urgenti per ristabilire un clima di libertà, tutela del pensiero critico e rispetto dei diritti fondamentali all’interno delle scuole pubbliche.
“La scuola non può diventare un luogo di propaganda e controllo”, ha sottolineato Ascari. “Deve restare uno spazio di confronto e formazione democratica”.
Solidarietà agli studenti: “La scuola deve educare alla libertà”
Ascari ha espresso piena solidarietà agli studenti e alle studentesse che hanno protestato per vedere rispettato il loro diritto a esprimersi liberamente: “Esprimo la mia piena solidarietà agli studenti e alle studentesse che hanno protestato per vedere rispettato il loro diritto a esprimersi liberamente”.
Un gesto che, in un contesto così teso, assume un valore civile ancora più significativo.
Un caso destinato a far discutere
Il caso del Liceo Righi apre una riflessione più ampia sullo stato della libertà di espressione nelle scuole italiane, sul rapporto tra istituzioni e studenti e sulla gestione del dissenso in un momento storico segnato da tensioni internazionali e polarizzazione politica.
La parola ora passa al governo, chiamato a chiarire quanto accaduto e a garantire che la scuola torni a essere ciò che deve essere: un presidio di democrazia.
