Giusi Princi porta in Europa il tema della continuità degli studi per le donne in gravidanza e maternità
Giusi Princi diventa ancora una volta voce autorevole di un’urgenza sociale troppo a lungo rimasta ai margini del dibattito europeo: garantire alle donne la possibilità di proseguire il proprio percorso di studi anche durante la gravidanza e nei primi anni di vita dei figli. Un tema che l’eurodeputata calabrese ha trasformato in un atto politico concreto, presentando un’interrogazione scritta alla Commissione europea sostenuta da quasi cinquanta europarlamentari provenienti da tutti i gruppi politici e da numerosi Stati membri.
“Diventare madre non dovrebbe mai significare mettere in pausa i propri studi. Non basta parlare di accesso all’istruzione: dobbiamo garantire continuità, accompagnamento e successo formativo. Troppo spesso la maternità diventa una frattura nei percorsi accademici. Per questo, ho sottoposto un’interrogazione scritta alla Commissione europea: è necessario rendere la maternità compatibile con la crescita personale e professionale”, afferma l’onorevole Princi, membro delle Commissioni per i Diritti delle Donne, l’Istruzione e gli Affari Sociali del Parlamento europeo.
Una criticità ancora poco affrontata a livello europeo
L’iniziativa nasce da una constatazione chiara: in Europa non esiste ancora una strategia comune che tuteli realmente le studentesse che diventano madri. Le difficoltà nel completare gli studi universitari durante la gravidanza o nei primi anni di vita dei figli continuano a generare un divario occupazionale significativo tra uomini e donne, limitando l’accesso delle giovani madri a professioni qualificate e percorsi di carriera competitivi.
Alcuni Paesi hanno già avviato buone pratiche – dai servizi per l’infanzia in Finlandia alle misure di flessibilità e sostegno in Belgio – ma manca una cornice europea capace di superare la frammentazione attuale. L’interrogazione di Giusi Princi chiede alla Commissione dati comparabili a livello UE sul numero di studentesse che diventano madri e sull’impatto della maternità sui loro percorsi formativi e professionali, oltre a un impegno concreto per definire linee guida, strumenti comuni e politiche di supporto.
“L’Europa investe molto in istruzione e ricerca. Ora però deve compiere un passo in più: integrare in modo strutturale la dimensione della genitorialità nelle politiche educative. È una questione di equità, ma anche di competitività del nostro sistema”, sottolinea l’eurodeputata.
Un sostegno trasversale che rafforza il messaggio
A sostenere l’interrogazione, anche figure di primo piano del Parlamento europeo: le Vicepresidenti Pina Picierno, Antonella Sberna ed Ewa Kopacz, insieme agli europarlamentari calabresi Denis Nesci e Pasquale Tridico. Un fronte trasversale che conferma la natura universale del tema.
“Sono davvero orgogliosa – aggiunge Princi – che la mia interrogazione sia stata trasversalmente sostenuta da tutti i gruppi politici: i diritti delle donne e la parità di genere non hanno colore e ideologia. Ci troviamo di fronte a una responsabilità comune. Difendere il diritto allo studio delle donne, anche quando diventano madri, significa costruire una società più equa, moderna e competitiva. Un’Europa che sostiene le madri è un’Europa più giusta e più forte”.
Con questa iniziativa, Giusi Princi porta al centro dell’agenda europea una questione che riguarda il futuro dell’istruzione, dell’occupazione e della parità di genere, riaffermando il ruolo della Calabria come laboratorio di idee e proposte capaci di incidere sul dibattito continentale.
