a cura di Valentina Giua per GBT Magazine

Domenica 12 luglio, alle 19:00, nella Sala del Piccolo Parlatoio del Palazzo della Cultura di Catania, si inaugura la mostra personale di Martina Privitera, all’interno della Rassegna “Le Veglie di Agata”, in programma in città dal 10 al 29 luglio.
Le veglie di agata 2026
Il palinsesto, ideato e curato dalla progettista culturale
Valentina Giua in collaborazione con il Comitato per la Festa di Sant’Agata, attraversa un mese di appuntamenti dedicati all’arte, alla cultura e alla valorizzazione della tradizione agatina: la mostra di Privitera, visitabile fino al 19 luglio, ne è una delle tappe più significative.
Non è un caso che la rassegna e l’esposizione condividano lo stesso nome. La veglia, nella tradizione catanese, è tempo di attesa e di raccoglimento prima della festa: un tempo sospeso in cui la devozione si fa memoria condivisa. È in questo spazio che si inseriscono le opere di Martina Privitera, che da anni costruisce un linguaggio pittorico fondato sul dialogo tra figurazione, memoria e identità — temi che trovano nella città di Catania e nel culto di Sant’Agata un terreno naturale.
Un percorso tra pittura, illustrazione e design tessile

Catanese, Martina Privitera ha costruito negli anni un profilo artistico che tiene insieme ricerca pittorica, illustrazione e progettazione tessile.
Presso Zisser Textile Design a Stoccolma ha lavorato come textile designer, sviluppando collezioni per il settore moda e partecipando a fiere internazionali di rilievo come Première Vision Paris, Munich Fabric Start e Paris Print — un’esperienza che ha affinato la sua sensibilità per la superficie, il colore e la materia, elementi che tornano oggi nella sua pittura.
Il suo linguaggio artistico affonda le radici negli anni dell’Accademia, quando, ancora studentessa del triennio, fu selezionata per un workshop con Nicola Samorì, tra le voci più autorevoli della pittura contemporanea italiana.
Un’esperienza formativa che ha lasciato un segno riconoscibile nel suo modo di trattare la figura e la memoria.

Tra i riconoscimenti ottenuti, il Premio Memorial Mariano Ventimiglia 2022 nella categoria Installazione, insieme a tre Menzioni d’Onore nelle sezioni Pittura, Ceramica e Incisione. Nello stesso anno è stata nominata Esperto Esterno per il progetto PON sulle tecniche pittoriche presso l’Istituto Omnicomprensivo Statale “A. Musco” di Catania.
Una presenza costante tra mostre e festival
Martina Privitera
L’attività espositiva di Privitera ha attraversato contesti diversi, dalla mostra internazionale “La Reine de Mai” a Liegi a Space One II presso l’Università “La Sapienza” di Roma, fino a progetti radicati nel tessuto catanese come Agata in Movimento, allestita nella Metropolitana di Catania, ed E…state con Sant’Agata alla GAM.
Parallelamente, l’artista ha costruito una presenza continuativa a Etna Comics, uno dei principali festival italiani dedicati a fumetto, illustrazione e cultura pop, a cui ha preso parte nelle edizioni 2023, 2024, 2025 e 2026.

Nel 2025 è stata la prima illustratrice di Valerio Mieli, realizzando illustrazioni dal vivo durante un incontro pubblico al Politeama di Caltagirone, ed è stata ospite di Ortigia Comics & Games.
Il 2026 si è aperto con l’abilitazione all’insegnamento sul sostegno, conseguita attraverso il TFA dell’Università di Catania, portata avanti parallelamente all’attività artistica. Nello stesso anno l’artista ha esposto nella collettiva al Katanè Palace Hotel ed è stata impegnata nella progettazione e realizzazione di sei murales dedicati all’identità di Catania, ispirati all’Orto Botanico, ai simboli cittadini e al patrimonio storico e artistico del territorio — un lavoro che porta la sua ricerca fuori dallo spazio espositivo, dentro la città stessa.
La mostra al Palazzo della Cultura
Le Veglie di Agata 2026
È proprio questo dialogo tra memoria, devozione e identità a trovare, ne “Le Veglie di Agata”, una nuova tappa.
Le opere esposte nella Sala del Piccolo Parlatoio interpretano con un linguaggio contemporaneo il legame profondo che unisce Catania alla propria patrona, restituendo alla figurazione pittorica il compito che da sempre le appartiene: custodire la memoria collettiva e darle nuova voce.
La mostra si inserisce così pienamente nel disegno della rassegna curata da Valentina Giua, che in questo mese di appuntamenti intreccia arte, tradizione e territorio in un unico racconto corale dedicato a Sant’Agata e alla città.

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